Era il 16 ottobre del 2017 quando fu fatto un sopralluogo per verificare le condizioni dell’amianto sul tetto dell’ex Supercinema di Trani. Oggi è il 16 ottobre 2018 e cos’è cambiato? Nulla. E se anche qualcosa, di cui non siamo a conoscenza, fosse stata fatta, il risultato non si vede: il tetto è ancora lì. Ricostruiamo con ordine ciò che (non) è accaduto e (non) è stato fatto in questo anno.
Viene disposto un sopralluogo. Sono presenti i responsabili del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl Bt; Arpa Puglia Bat; Polizia locale; Area urbanistica; Comitato spontaneo dei cittadini (il cui portavoce è Antonio Carrabba) assistito da Codacons, nella persona dell'avvocato Nicola Ulisse e dal dottor Antonio Lorusso, specialista in medicina del lavoro e dottore di ricerca in ambiente, medicina e salute; il sindaco, Amedeo Bottaro, e l’assessore all’ambiente Michele di Gregorio; dei rappresentanti di Comitato bene comune; alcuni proprietari dell’immobile.
È doveroso fare un’annotazione: nel verbale consegnato alla Polizia locale, Nicola Ulisse e Antonio Carrabba non sono menzionati, nonostante fossero stati presenti al sopralluogo.
Finito il sopralluogo, le dichiarazioni del sindaco sono rassicuranti. Ma nulla di concreto accade nel periodo successivo.
Carrabba, Ulisse e il presidente del Comitato bene comune, Teresa De Vito, chiedono se ci siano novità. Nessuna risposta.
La proprietà dell’immobile invia alla Soprintendenza di Foggia l’istanza autorizzativa per intervenire alla bonifica del tetto. Contestualmente, presso il Comune di Trani viene depositato il cosiddetto “piano di lavoro” relativo all'intervento da effettuarsi.
Nel merito dell’inchiesta, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, non accoglie la richiesta di archiviazione del pm, secondo il quale non c’erano condotte negligenti a carico dell’indagata Maria Grazia Lovino, legale rappresentante della società proprietaria dell’immobile. Viene disposto che il pm acquisisca la documentazione in possesso delle Soprintendenze di Bari, Bat e Foggia per l’esecuzione dei lavori di bonifica e che sia svolta una consulenza tecnica al fine di accertare quale sia lo stato dei luoghi.
In un nostro articolo, riferiamo della lettera del 2012 in cui Arpa Puglia (direttore scientifico Massimo Blonda, direttore generale Giorgio Assennato, dirigente responsabile del centro regionale Aria, Roberto Giua) scrive all’Ufficio tecnico del Comune di Trani, all’Ufficio igiene dell’Asl Bt, alla Polizia locale e al dipartimento provinciale dell’Arpa, circa l’obbligo di una bonifica.
Sulla vicenda si esprime anche Vito Totire, presidente dell’Associazione nazionale amianto e rischi per la salute.
Bottaro dichiara che «l’incapsulamento è sufficiente ma, siccome il legno sul quale poggia il tetto si sta deteriorando, dovrà essere effettuata una nuova copertura». Della quale al momento non v’è traccia.
Il sindaco fa sapere che la proprietà dell’immobile è stata sollecitata, ma che l’amministrazione aspetta risposte che non sono ancora arrivate.
Ad un anno dall’affissione, da parte della proprietà, di manifestini che annunciavano, da lì a poco, l'inizio dei lavori di messa in sicurezza, lavori mai effettuati, tornano a protestare il Comitato spontaneo dei residenti nella zona, il Codacons e Comitato bene comune, chiedendo ancora una volta, a gran voce, l’intervento di rimozione.
L’avvocato Mastromauro, legale della proprietà, chiarisce in una nota lo stato dell'arte dal punto di vista dei possessori dell'immobile.
A qualche giorno di distanza dal crollo del ponte di Genova, Carrabba, Ulisse e De Vito puntano l’attenzione sull’importanza della prevenzione. Se non si cura il malato, il malato può morire: «Il tempo inutilmente trascorso dimostra la mancanza di iniziative e tentativi concreti della pubblica amministrazione a tutela della salute e dell’incolumità dei cittadini, ma solo la tolleranza nei confronti della proprietà interessata solamente a prendere o perdere tempo. Ancora una volta la tattica dilatoria della proprietà e dei suoi legali ha vinto sul diritto sacrosanto dei cittadini alla tutela della salute, diritto mortificato invece da chi ne ha la responsabilità. I cittadini di Trani non vogliono piangere il giorno dopo! L’inchiostro, le parole, gli esposti, gli incontri e i dibattiti di tutti questi anni la dicono ormai lunga sulla ricaduta delle responsabilità».
16 ottobre 2018. Siamo qui a ricostruire, per quanto possibile, la vicenda.
Federica G. Porcelli

