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A Trani sempre più consiglieri assenteisti: il presidente Ferrante si sfoga e ne valuta la possibile decadenza

«Rappresentare la propria comunità è un onore che comporta delle precise responsabilità. Per molti, invece, sta diventando un passatempo». Così il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, l'altra mattina, sul suo profilo Facebook, presagendo, e puntando a fare presagire, quello che sarebbe accaduto da lì a poche ore.

Infatti, nel consiglio comunale tenutosi lunedì scorso, con ben 26 punti all'ordine del giorno, 24 dei quali debiti fuori bilancio, è mancato il numero legale dopo avere approvato i primi due, vale a dire il bilancio consolidato 2017 ed il Programma triennale del piano sociale di zona entrambi i provvedimenti sono passati con 13 voti favorevoli 2 astenuti ed un contrario. Pertanto, soltanto la presenza di parte della minoranza ha consentito di licenziarli favorevolmente.

Subito dopo è venuto meno il numero legale con soli 14 presenti, di cui tre della minoranza: fra gli scranni erano rimasti Ferrante, Ventura, Nenna, Amoruso, Cornacchia, Di Tondo, Zitoli, Loconte, Capone, Cirillo Lops, Barresi, Merra e Corrado. Pertanto, si torna in consiglio oggi, mercoledì 17 ottobre, alle 16, per la restante, corposa parte dell'ordine del giorno

Il problema pubblicamente denunciato da Ferrante è legato alla ormai quasi sistematica assenza di molti consiglieri comunali, alcuni dei quali neanche giustificano la loro assenza. Per questi motivi Ferrante si riserva di valutare con il segretario generale le ipotesi di decadenza, poiché, a norma del regolamento comunale, tale istituto si innescherebbe già dopo la terza assenza consecutiva non giustificata.

Di questo Ferrante si era lamentato giovedì scorso, in una riunione di maggioranza nella quale, per la verità, il contraddittorio sarebbe stato minimo poiché evidentemente, dati alla mano, il presidente aveva colto nel segno. 

Ferrante, peraltro, ha fatto notare che, come nel caso della seduta di ieri, tali comportamenti determinano l'effetto di dividere una seduta in due, raddoppiando così i costi della politica tra gettoni di presenza, spese del personale e forniture presso l'aula consiliare.

In altre parole, c'è chi si dedica anima e corpo alla causa e invece chi, a detta di Ferrante, mostra «indolenza nei confronti delle istituzioni».

Lo stesso presidente del consiglio, in una recente trasmissione a Telesveva, aveva anche avuto modo di puntare il dito sulla giunta comunale, elogiando il lavoro di alcuni assessori e screditando quello di altri, peraltro senza fare nomi: «In questi anni ho visto assessori, magari anche tecnici - fa sapere Ferrante -, che stanno buttati lì, dalla mattina alla sera, e fanno le cose più impensate, comprese le fotocopie degli atti, per dare una mano con un grande spirito collaborativo. Al contrario ne sto vedendo altri dei quali, sinceramente, ho perso le tracce e che, anche a livello amministrativo in consiglio comunale, non so cosa effettivamente stiano producendo. Ho rappresentato più volte al sindaco Bottaro questo problema e spero vi si possa porre tempestivo rimedio».


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