Il Giudice del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, ha condannato Michele Regano alla pena di 5 anni e 2 mesi di reclusione - con 2000 euro di multa e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici - e Armando Presta a 4 anni e 6 mesi - con 1200 euro e cinque anni di interdizione -, per tentata estorsione pluriaggravata in danno di alcuni commercianti tranesi.
La sentenza è giunta ieri mattina, all'esito del rito abbreviato in cui entrambi erano imputati, nell'ambito dell'operazione Point break, condotta da Dda di Bari e Procura di Trani, contro un sodalizio, capeggiato dal pluripregiudicato Vito Corda, che aveva agito fra fine 2016 e inizio 2017.
Le posizioni di Regano e Presta erano state stralciate dal rito abbreviato in corso di svolgimento a Bitonto, contro Corda e altri imputati, e trasferite al Tribunale di Trani.
Il pubblico ministero, Giuseppe Maralfa, aveva chiesto 6 anni 8 mesi per Regano e 6 anni e 3 mesi per Presta. Il Giudice ha ridotto le pene, nella misura di un terzo, in forza di quanto prevede l'abbreviato condizionato, ma ha riconosciuto per entrambi l'aggravante del metodo mafioso nel comportamento posto in essere ai danni delle vittime designate.
Peraltro, Regano è stato assolto dal reato di estorsione pluriaggravata in relazione ad un doppio episodio contestatogli, con riferimento al ritiro di alimenti da asporto ed una cena non pagata presso un ristorante, nel primo caso per non avere commesso il fatto e, nel secondo, perché il fatto non costituisce reato.
Regano era difeso da Claudio Papagno e Francesco Di Marzio, Presta da Giangregorio De Pascalis.


