Sono tornati pressoché nei limiti i valori dei metalli presenti nei campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani. Dopo il precedente rapporto, del 17 settembre, Amiu ne ha rilasciato un altro che il laboratorio convenzionato, la Arace di San Severo, ha consegnato all'azienda lo scorso 5 ottobre, sulla base di prelevamenti effettuati il 14 settembre.
Ebbene, nel pozzo spia Cb01, dove si era registrato un incremento oltre misura dei solfati, gli stessi adesso sono rientrati nella soglia consentita per legge, grazie ad un margine di tolleranza di più o meno 31 milligrammi per litro: il limite è 250 ed il valore riscontrato 255.
Nel pozzo P2m, dove in maniera ancora più preoccupante si era assistito ad un innalzamento della presenza del nichel, lo stesso è ancora superiore alla soglia dei 20 microgrammi per litro chiudendo a 22,1, ma, con un margine di tolleranza di più o meno 4,4, ritorna nei limiti.
Il pozzo P6v, situato a valle e da sempre indicato come il più vicino al luogo in cui si verificò l'incidente alla base della chiusura della discarica, non mostra invece alcun motivo di allarme: soprattutto il manganese, che era il metallo da tenere maggiormente d'occhio, presenta un valore di 13,78 microgrammi per litro, contro i 50 previsti per legge.
Un'ultima criticità proviene dalla pozzo spia S9, dove i solfati chiudono a 281 milligrammi per litro contro i 250 previsti per legge, ed in questo caso a brevissima anche dalla soglia di più o meno 34, prevista come margine di tolleranza.
Tutto questo mentre proseguono i lavori del piano di caratterizzazione, e nell'attesa di notizie sul finanziamento richiesto alla Regione, pari a 5.800.000 euro, per il grosso dei lavori di bonifica e messa in sicurezza.
