Ancora problemi nell’Ambito di zona Trani-Bisceglie sui buoni servizio, cioè i buoni economici per la conciliazione vita-lavoro, spendibili dalle famiglie pugliesi nei servizi e nelle strutture dedicate alle persone non autosufficienti.
A gennaio avevamo già scritto di un problema riguardante le graduatorie dei buoni servizio.
Adesso, il nuovo problema, rappresentatoci dal genitore di un ragazzo gravemente disabile, è questo: la Regione aveva assicurato le famiglie che entro il primo ottobre 2018 sarebbe stata pubblicata la nuova graduatoria, quella per l’accesso ai buoni servizio per l’anno 2018/2019. Così non è stato.
«Siamo al 23 ottobre e ancora non si sa niente – ci ha detto il padre del ragazzo -. Non sappiamo se saremo ammessi al beneficio economico o no, e per questo motivo la cooperativa che gestisce il centro diurno che frequenta mio figlio ci chiede di pagare la quota». Quota che ammonta a 31,12 euro al giorno.
A partire dal primo ottobre 2018 e presumibilmente almeno fino al 30 settembre 2019, dunque, ogni famiglia pagherà 31,12 euro al giorno, Iva esclusa, come quota sociale, per la frequenza dei centri diurni. A questa quota andrà aggiunta la spesa per il trasporto dei disabili. Nel caso in questione, il ragazzo, di Trani, frequenta un centro a Bisceglie e dunque la sua famiglia dovrà accollarsi il costo del trasporto. Non tutte le famiglie possono permetterselo. Insomma, ci risiamo: disabili e loro famiglie in difficoltà, lavoratori delle cooperative a rischio.
La Regione Puglia ha comunicato che avere i requisiti per l’accesso ai buoni non comporta automaticamente la finanziabilità dello stesso, quindi le famiglie, nella eventualità della non finanziabilità, continueranno a pagare. Attualmente, la sopravvivenza dei centri diurni è praticamente scongiurata solo grazie ai pagamenti puntuali della Asl Bt.
Federica G. Porcelli
