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Vendita terreno ex Amet, nuovamente ribaltata una sentenza del Tribunale di Trani: tutti assolti in appello

La Seconda sezione della Corte d'appello di Bari - presidente Rizzi, relatore Cafaro, a latere Polemio - nel pomeriggio di ieri ha riformato la sentenza del Tribunale di Trani, del 25 marzo 2015, che aveva condannato quattro, fra ex amministratori e funzionari comunali e di Amet, a pene fra gli 8 e i 6 mesi per concorso in turbata libertà degli incanti, reato che aveva assorbito anche l'ipotesi di abuso di ufficio a loro carico.

L’ex presidente di Amet, Alfonso Mangione, l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Affatato, e i due componenti la commissione che aggiudicò l'appalto, Salvatore Leggieri e Vincenzo Piizzi, sono stati tutti assolti, con formula piena, perché il fatto non sussiste.

La sentenza di secondo grado, dunque, ribalta l'esito di un processo nato dall'inchiesta sulla cessione a privati, da parte di Amet, del terreno di corso Imbriani su cui un tempo sorgeva una cabina elettrica e adesso, invece, un palazzo.

L’indagine era partita nel 2006, dopo l’aggiudicazione della gara indetta dall’Amet per la vendita di quel terreno. Secondo il pubblico ministero, Antonio Savasta, gli imputati «in concorso tra loro, al fine di escludere altri partecipanti da una gara pubblica per la vendita di un suolo nel comune di Trani, avevano indirizzato, mediante artifizi ed illegittimità procedurali, l'esito dell'appalto facendo in modo che alla gara partecipassero solo due ditte facenti comunque capo allo stesso soggetto, così trasformando sostanzialmente l'appalto in una trattativa privata».

Un quinto imputato, Gerardo Graziano, legale rappresentante dell’impresa ritenuta favorita, era stato assolto per sopraggiunta prescrizione. Tre dei quattro imputati, invece, alla prescrizione hanno deliberatamente rinunciato, certi del fatto che sarebbero stati assolti.

Non è la prima volta che in secondo, o anche terzo grado, i verdetti del Tribunale di Trani vengano del tutto ribaltati. Il precedente caso, forse ancora più eclatante, sono state le assoluzioni della Cassazione con riferimento all'inchiesta sulle Estati tranesi 2005 e 2006.

Mangione era difeso dagli avvocati Vincenzo Papeo e Antonio Florio, Piizzi da Domenico Di Terlizzi e Amleto Carobello, Affatato da Giacomo Ragno e Luigi Puca, Leggieri da Carmine Di Paola.


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