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Ispezione Ispra alla discarica, Cinquepalmi (Trani a capo): «Anche questa volta l'amministrazione ha distorto la realtà»

La discarica sita in località Puro Vecchio è stata chiusa a settembre 2014 e non è stata ancora bonificata e messa in sicurezza e come risulta dalla relazione del Ministero, al di là della copertura delle scarpate perimetrali dei lotti I, II e III  è stato fatto ben poco.

Ci vuole davvero tanto coraggio a parlare di “bontà di un contestato provvedimento adottato con grande senso di responsabilità” con riferimento all’ordinanza rimasta a tutt’oggi disattesa com’è stato accertato.

La relazione dell’Ispra, sollecitata dal Movimento Trani a capo e non certamente dal sindaco che ha subito l’ispezione, è interpretabile solo in senso sfavorevole all’amministrazione.

A parte l’abilità del sindaco di negare l’evidenza non si registra alcun intervento significativo.

E intanto gli anni passano (altro che 4 mesi, come egli afferma).

Abbiamo inviato numerose segnalazioni al Ministero dell’ambiente e del territorio con le quali evidenziavamo le infrazioni alla normativa vigente (D.LGS. 36/2003), le numerose criticità della discarica di Trani e le discordanze tra quanto affermato dai sottoscritti e quanto riferito dall’amministrazione comunale.

A seguito delle dette segnalazioni il Ministero ha disposto un sopralluogo per accertare la realtà dei fatti.

Il sopralluogo con gli ispettori dell’Ispra si è tenuto in discarica in data 14 giugno 2018.

Al sopralluogo è seguita una relazione dettagliata che riporta alle pagg. 25, 26, 27 e 28, le misure di prevenzione che non sono state ancora poste in essere.

Le misure elencate sono guarda caso le stesse dell’ordinanza del sindaco di due anni fa: ciò vuol dire che ad oggi non è stato fatto niente. Quelle erano, e quello sono.

Con un’unica differenza, da allora sono stati spesi in forza dell’ordinanza sindacale più di 2 milioni di euro prelevati dal fondo post gestione.

Alla relazione è seguita poi una nota del Ministero dell’ambiente e del territorio del 25/9/2018, indirizzata all’Ispra e per conoscenza al Comune di Trani e a Trani a capo.

Con tale nota il Ministero chiede all’Ispra di indicare le misure specifiche di prevenzione ritenute necessarie anche ed eventualmente ai fini dell’eventuale surroga  ai sensi dell’art. 304, c. 3 del D.lgs.152/20016. L’Ispra ha risposto il 2/10/2018.

Sul lotto 3 permane la perforazione della membrana di protezione della discarica derivante dalla non corretta captazione del biogas, che ha determinato la dispersione di percolato e di sostanze inquinanti che continuano a diffondersi contaminando la falda sotterranea e la falda acquifera.

Ancora, a tutt’oggi non è stato ancora approntato un attendibile “Modello concettuale preliminare del sito” che ricostruisse con sufficiente attendibilità la causa della contaminazione, così come prevede il DL 152/2006.

È noto che tale documentazione tecnica dovrebbe costituire il quadro conoscitivo di base propedeutico al “Piano di caratterizzazione” ed alla successiva messa in sicurezza.

Si evidenzia, inoltre, che a distanza di quattro anni dalla chiusura della discarica manca ancora il piano di caratterizzazione definitivo, manca ancora il primo step del processo di risanamento che deve definire il tipo e la diffusione dell’inquinamento presente che deve poi portare alla successiva progettazione degli interventi.

Altra anomalia da noi segnalata all’amministrazione comunale è la progettazione della messa in sicurezza della discarica all’aggiudicatario “Ati Romanazzi – Boscia” di Bari per 223 mila euro circa, senza che si siano conclusi e si conoscano gli esiti del piano di caratterizzazione.

È come se ad un malato si somministrasse una terapia ancor prima di conoscere la malattia e di aver fatto la diagnosi.

Come se non bastasse, al nulla si aggiunge come detto l’illegittimo e improprio utilizzo del fondo post gestione che ad oggi ammonta ad oltre 2 milioni di euro.

Spese sostenute a beneficio non si sa di chi, e senza che ci sia un cronoprogramma degli interventi condiviso cono le parti interessate, coerente delle attività da svolgere e con le spese da sostenere.

Sono passati due anni da quando il sindaco di Trani ha emanato l’ordinanza (n. 25 del 23/9/2016) con la quale sosteneva che occorreva provvedere con estrema urgenza al completamento degli interventi di messa in sicurezza di emergenza, stante l’accertato stato di inquinamento già rilevato dalla Regione in sede di sospensione e revoca dell’Aia, emerso anche in sede penale.

Affermava ancora, si ritiene urgente procedere, senza alcun ulteriore indugio, alla copertura del I, II e III lotto unitamente alla realizzazione dell’impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche ed alla raccolta e smaltimento del percolato.

Bene, ad oggi, come risulta dalla relazione del Ministero, al di là della copertura delle scarpate perimetrali dei lotti I, II e III è stato fatto ben poco.

L’ordinanza di due anni fa doveva salvaguardare la tutela e l’incolumità dei cittadini tranesi in quanto la situazione riscontrata metteva in serio pericolo l’incolumità pubblica e privata.

Alle parole devono seguire i fatti e ad oggi come risulta da documenti ufficiali, fatti non ce ne sono, solo una rappresentazione distorta della realtà, una cattiva gestione del denaro pubblico e tante bugie.

Maria Grazia Cinquepalmi -  Consigliere comunale Trani a capo


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