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Immobili occupati a Trani, aspettando il «giro di vite» tutti gli abusivi sono ancora lì

Il Prefetto di Barletta-Andria-Trani, Emilio Dario Sensi, confida in un giro di vite sulla base delle ultime disposizioni, emanate a livello nazionale, per un più efficace contrasto alle occupazioni abusive di immobili.

In realtà la presenza al suo fianco, nella riunione tenutasi recentemente in Prefettura, di Luigi Magnifico, segretario provinciale del Sunia, in quanto tranese e perfetto conoscitore del territorio, può essergli servita ad approfondire alcuni elementi in merito ai tre immobili di Trani, di cui due pubblici, tuttora abitati da famiglie senza titolo.

Da febbraio 2017 la casa natale di Giovanni Bovio è occupata da una famiglia di sette persone, cinque delle quali minori. Il massimo risultato che si è riusciti ad ottenere è stato il loro trasferimento dal cuore della palazzina, in cui nacque l'insigne filosofo e statista, ad una unità immobiliare situata sul piano stradale adiacente il portone, appositamente murato dopo quel «trasloco».

Tuttavia, gli abusivi sono ancora lì, da quasi un anno, forti - si fa per dire - della presenza di quei minori, cui non si è ancora trovato un tetto diverso, con relativo soggetto cui affidarli, diverso da quello sotto cui risiedono.

Dallo scorso 19 giugno è abusivamente occupata anche l'ex residenza di un ordine religioso femminile, adiacente il Pronto soccorso dell'ospedale San Nicola Pellegrino. In questo caso non si ha notizia di minori presenti, ma dello stato di bisogno del capofamiglia, che aveva ripetutamente manifestato ai piedi di Palazzo di città, riponendovi le sue masserizie.

Una prima occupazione gli era andata male, poiché era penetrato a Villa Seggettaro, immobile comunale sulla provinciale per Corato, contemporaneamente acquisito dall'Associazione Trani soccorso, da cui fun indotto a miti consigli andando via da lì a poco.

Dopo pochi giorni, ecco l'ingresso nell'immobile di proprietà della Asl Bt, che sembra sia rimasta spiazzata e non abbia ancora battuto ciglio su quanto accaduto.

Il caso più scabroso, però, resta quello dello scorso 10 giugno, quando una famiglia penetrò con la forza in una casa popolare di via Olanda, nel quartiere nord della città. In questo caso si tratta di un alloggio di Arca Puglia, assegnato ad un anziano che, in quei giorni, non era in casa poiché ricoverato in ospedale a seguito di una caduta.

Sicuramente imbeccati da un informatore, gli abusivi entrarono in quell'appartamento, da lì, non sono più usciti. Dimesso dall'ospedale, l'uomo festeggiò il compleanno - si fa sempre per dire - in una casa alloggio di Margherita di Savoia, dove tuttora risiede a spese sue e dei figli: infatti, amareggiato e sconsolato, ha formalmente rinunciato all'assegnazione dell'alloggio.  

Un'altra famiglia, la prima in graduatoria avente diritto, aspetta di entrare lì legittimamente, ma lo sgombero non è ancora avvenuto. Il sindaco, Amedeo Bottaro, aveva parlato di operazione imminente già a fine luglio, in consiglio comunale, e poi ancora il 7 settembre, inaugurando un patronato.

Ma aveva anche messo le mani avanti sui tempi, chiara spia di quello che, ancora oggi, non è accaduto. L'ultimo aggiornamento è che si è in attesa di una collocazione per la donna incinta che fa parte di quel nucleo familiare di abusivi.

I servizi sociali hanno invece già trovato una sistemazione per l'anziana disabile e la minore, anch'esse presenti in quella casa. Tuttavia, fino a quando la futura mamma non avrà una destinazione, da lì non uscirà alcuno.


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