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L'urbanistica a Trani si fa ancora nei tribunali: giudici e commissario innalzano la cubatura del comparto 9

La lunga fascia di terreno di via Falcone adiacente il muro della ferrovia, lungo la quale sono stati piantati ulivi, troverà espressione urbanistica ed edificatoria dall'altra parte della ferrovia, nel comparto 9, ubicato in adiacenza con via Verdi.

Vi si potrà costruire, con volumi modificati ed innalzati, da 0,2 a 1,817 metri cubi per metro quadrato, sulla base della deliberazione del commissario ad acta, Emanuele Moretti, approvata in ottemperanza a due sentenze del Tar Puglia, del 2010 e del 2017, per la reintegrazione della disciplina urbanistica di quel suolo e conseguente variante strutturale al Piano urbanistico generale, con adozione del relativo Documento preliminare programmatico.

IL TAR E I SOLLECITI

Il commissario ad acta, nominato dalla Regione Puglia per il silenzio serbato dal Comune di Trani sulla materia, lo scorso agosto aveva incontrato nella sede municipale il segretario generale,  Angelo Lazzaro, ed il dirigente uscente dell'area urbanistica, Giacomo Losapio, per la definizione della materia dopo che la società interessata, la Deleva Srl, aveva proposto il doppio ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

La seconda sentenza dichiarava l'obbligo del Comune di Trani di provvedere ad eseguirla entro novanta giorni. Diversamente la Regione Puglia avrebbe nominato, come già accaduto in molti altri casi, il commissario ad acta.

La società ha più volte sollecitato Palazzo di città a dare corso alla sentenza amministrativa, perdurando l'inerzia da parte del Comune. E, così, si è giunti alla predisposizione, lo scorso 21 agosto, del Documento preliminare programmatico.

DA PARCHEGGIO MANCATO ALLA SPEREQUAZIONE DEGLI INDICI

Il suolo di proprietà della Deleva è ricompreso fra via Falcone e la linea ferroviaria e ha un'estensione di 1.725 metri quadrati. Geometricamente si configura come una fascia stretta, allungata e parallela ai binari.

Nel vecchio Piano regolatore generale, del 1971, era destinato a parcheggio pubblico, che non fu mai realizzato. Nel nuovo Piano urbanistico, del 2009, fu indicato come zona per attività agricole, pur ricadendo in un'area urbanizzata, in parte edificata.

A seguito di parziale accoglimento di osservazione allo stesso Pug, si previde l'inserimento dell'area nel comparto 9, ma con indice di fabbricabilità territoriale pari a 0,2 metri cubi per metro quadrato. In altre particelle dello tesso comparto, invece, l'indice assegnato era stato di 2 metri cubi per metro quadrato, ponendo in essere, a detta del proprietario dei suoli una evidente sperequazione fondiaria.

LA NATURA DEL COMPARTO ED IL «RITOCCO»

Il comparto 9 è situato ad est di via Verdi, fra la ferrovia e la statale 16 bis, ed è parzialmente impegnato da edifici residenziali di limitata dimensione. Esso, insieme con i confinanti comparti 8 e 10, è destinato alla tutela e valorizzazione del contesto storico architettonico esistente.

Le aree centrali di transizione sono destinate ad edilizia rada, mentre quelle a nord del comparto, comprese fra la ferrovia è la strada di Piano urbanistico generale sono destinate ad edilizia di tipo intensivo.

La sentenza del Tar ha annullato le previsioni di Pug limitatamente all'indice di fabbricabilità attribuito al suolo in questione, effettivamente inferiore rispetto a quello attribuito ad altre aree già ricomprese nel medesimo comparto di riferimento.

Pertanto il commissario ha disposto che, per quella particella inserita nel comparto 9 l'indice di fabbricabilità debba essere di 1,817 metri cubi per metro quadrato.  La «ratio» di tale indice, in ogni caso, è non aumentare nel comparto, e quindi nel Pug, il numero massimo di abitanti insediabili.

ADEMPIMENTI E PROSPETTIVE

Tutto questo, nel frattempo, costituisce variante strutturale al Pug e, pertanto, necessita di alcuni adempimenti: registrazione al Portale ambiente della Regione Puglia, per l'esclusione dalla procedura Vas o assoggettabilità alla stessa; invio degli atti alla Regione Puglia, Sezione tutela e valorizzazione del paesaggio, per l'acquisizione del parere di compatibilità paesaggistica; invio alla Sezione lavori pubblici della stessa Regione, per l'acquisizione del parere di compatibilità geomorfologica. Se ne attende, da tutti, il vaglio.

Non è dato conoscere quanti piani possa esprimere la nuova volumetria, ma di certo cambiano completamente le prospettive per il costruttore. L'altezza scaturirà dal Piano urbanistico esecutivo che verrà redatto in forza del nuovo indice di fabbricabilità, tenendo comunque conto della distanza dalla linea ferroviaria, tra gli edifici costruiti ed altri eventuali vincoli insiti nel comparto stesso.

Gli edifici delle particelle circostanti, edificati sulle previsioni del vecchio Prg contano tre piani. Il nuovo indice, in teoria, potrebbe anche farne sviluppare di più, ma questo sarà oggetto di successive valutazioni.


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