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Ospedale di Trani, sindacati delusi: «Promesse non mantenute, non ci resta che il Pronto soccorso»

«Avevo sostenuto il protocollo dell’agosto 2016 pensando fosse innovativo per il nostro ospedale. Ma, a distanza di due anni, mi sono reso conto che dall’ospedale di Trani sono stati portati via pezzi, e in cambio non ci è stato dato niente». Così ieri mattina, a palazzo di città, Cosimo Nenna, sindacalista della Cgil, è intervenuto insieme agli altri sindacalisti, Loredana Di Nunno (Cisl) e Vincenzo Cognetti (Uil) per parlare della “situazione dell’ospedale san Nicola il pellegrino”, in un incontro pubblico organizzato proprio dalle sigle sindacali.

Erano presenti i consiglieri di opposizione Anna Barresi e Emanuele Tomasicchio, il consigliere regionale Domenico Santorsola e, per l’amministrazione, l’assessore Tommaso Laurora. Erano stati invitati il sindaco e i vertici dell’Asl Bt.

«Mi riferisco – ha proseguito Nenna - alla risonanza magnetica e al reparto di medicina. Portando via il reparto di medicina, ci troviamo nella situazione in cui non ci possono essere ricoveri né a Trani né a Bisceglie». Nel protocollo, sostanzialmente, c’erano tante promesse per Trani che non sono state mai messe in atto, secondo quanto sostenuto dai sindacalisti presenti stamattina all’incontro. «Tante iniziative sul pronto soccorso, un consiglio monotematico con un progetto portato dal dottor Di Candido, ma di fatto niente – ha proseguito Nenna -. In politica le cose funzionano in un certo modo: se si può adeguare si adeguano; l’importante è dare un servizio migliore alla città di Trani e far lavorare in sicurezza i lavoratori degli ospedali».

È poi intervenuto Cognetti: «Quel protocollo non dà niente di nuovo. Noi come sigle sindacali abbiamo sempre chiesto un tavolo tecnico per capire quello che possiamo fare a Trani. La gente non può emigrare per curarsi. Andare al pronto soccorso significa perdere una giornata intera. Questa città subisce e non dice niente, politicamente dovremmo fare un tavolo tecnico, come abbiamo sempre chiesto, e capire che fare in questa città. Dobbiamo rivedere il protocollo».

Giuseppe De Leonardis, della Cgil, ha parlato di una «riorganizzazione perché oggi si sta pensando solo allo smantellamento. Nel protocollo con Narracci definivamo delle cose che non sono accadute. Noi sollecitiamo delle iniziative. Delle Donne è già il primo responsabile delle inadempienze».

Il segretario comunale della Cisl, Luigi De Ceglie, che ha parlato anche sostituendo il segretario confederale Boccuzzi, ha detto: «Da tranese, sapere che andrà via anche il pronto soccorso, in una città turistica, è veramente un dispiacere». De Ceglie ha seguito la vicenda del protocollo sin da quando è stato firmato, con Narracci.

Il consigliere Emanuele Tomasicchio ha detto: «Il protocollo è una presa in giro. È un contentino di carattere burocratico ma non assistenziale o socio-assistenziale. Io non ho avuto risposte a tante interrogazioni. Sono stato lasciato solo a fare questa battaglia. Un’iniziativa giudiziaria con più firme avrebbe avuto un impatto diverso sui magistrati. L'obiettivo ora è salvare almeno il pronto soccorso perché se dovesse cambiare la sanità con il pronto soccorso avremmo lasciato la luce accesa. Se chiude il pronto soccorso, saremo completamente dimenticati».


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