Il rischio che il Comune di Trani dovesse pagare 465.000 euro al suo fornitore di energia elettrica in regime di salvaguardia, la Hera Comm, sembra tramontare definitivamente. Infatti il dirigente del Settore contenzioso, Angelo Lazzaro, ha approvato la definizione bonaria della controversia fra Palazzo di città e la società elettrica, sulla base del decreto ingiuntivo emesso in favore della Hera Comm e opposto dal Comune di Trani.
Il 17 febbraio 2017 veniva notificato il provvedimento del giudice del Tribunale di Trani in favore della Hera Comm, con cui si ingiungeva al Comune il pagamento di 465.000 euro, oltre interessi ai sensi di legge, per fatture non pagate dall'ente negli anni passati.
Avverso il decreto ingiuntivo il Comune di Trani proponeva opposizione, sostenendo e dimostrando il quasi integrale pagamento del credito, ad eccezione di una fattura del 30 settembre 2014, dell'importo di 4.600 euro. Hera Comm si costituiva rilevando l'emersione di un credito in favore del comune di 3.000 euro, ma il mancato pagamento anche degli interessi, pari a 17.900 euro, sull'intero importo ingiunto.
Successivamente all'udienza di prima comparizione venivano intavolate, fra le parti in causa, trattative per la composizione bonaria della lite, all'esito delle quali si perfezionava un accordo transattivo. Il Comune proponeva di corrispondere a Hera Comm 5.900 euro, entro 60 giorni dalla sottoscrizione della transazione definitiva, a tacitazione di ogni ulteriore pretesa nascente dal decreto ingiuntivo.
La Hera Comm, a sua volta, accettava il pagamento solo subordinatamente alla ricezione entro il termine fissato, vale a dire lo scorso 30 settembre: infatti, il 27 settembre il dirigente ha disposto la liquidazione della somma che chiude un contenzioso che ha fatto molto parlare di sé per l'enorme differenza tra l'importo richiesto e quello liquidato.
Peraltro, Hera Comm aveva ingiunto al Comune di Trani il pagamento di un'altra, rilevante somma pari a 438.000 euro, anche in questo caso per fatture presuntivamente non pagate tra il 2013 ed il 2016. Pure in questo caso il responsabile dell'Avvocatura comunale, Michele Capurso ha prodotto un dossier nel quale ha puntato a dimostrare l'avvenuta liquidazione di tutte le fatture contestate, tranne una, dell'importo di 4.607 euro.
L'avvenuta transazione sul primo decreto ingiuntivo, a questo punto, dovrebbe fare da apripista anche per definizione bonaria del secondo.

