Il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, ha condannato a 6 anni di reclusione Stefano Zaccaro, 40 enne, di Trani, autore del tentato omicidio del pregiudicato Antonio Rizzi, avvenuto la mattina del 30 dicembre scorso, in una pescheria di via Superga in cui Rizzi lavorava: dei tre colpi esplosi, uno solo lo ferì di striscio al braccio.
La pena inflitta comprende spese di giudizio e mantenimento in carcere, le attenuanti generiche equivalenti alla contestata recidiva, tiene conto della scelta del rito abbreviato e, probabilmente, del ridimensionamento del quadro accusatorio, secondo quanto illustrato dal difensore di Zaccaro, l'avvocato Cataldo Torelli.
Zaccaro, costituendosi presso i carabinieri, aveva riferito di essere stato precedentemente «massacrato di botte» in un locale, riportando evidenti lesioni personali e, successivamente armatosi per ribellarsi, di avere sì proferito minacce ed esploso colpi d'arma da fuoco nei confronti di Rizzi, ma senza l'intenzione di compiere un gesto estremo. In altre parole, l'obiettivo di Zaccaro non sarebbe stato uccidere, ma spaventare l'interlocutore.
Per la cronaca, neanche due mesi dopo, Rizzi sarebbe stato arrestato quale responsabile dell'omicidio Di Leo, avvenuto a Barletta.
L'avvocato Torelli ha fatto sapere che al rilascio delle motivazioni, entro trenta giorni, si riserva di interporre appello, non avendo il giudice calcolato la riduzione per la provocazione da cui sarebbe nato l'episodio. Nel frattempo, come già dal momento della scarcerazione, Zaccaro resta ai domiciliari.
