Si sta tenendo in queste ore, all'esterno del Palazzo regionale, a Bari, la protesta della community del gioco legale in Puglia, "Non siamo solo numeri", che comprende all'incirca 20mila lavoratori del settore. Il presidente di Agisco, Agireasso.it A.gi.re, Associazione gioco e scommesse rete esercenti, Angelo Basta, nei giorni scorsi aveva dichiarato: «Noi pensiamo che la giunta regionale stia commettendo un errore molto grave. La lotta al gioco patologico d’azzardo è sacrosanta. Che, però, il distanziometro sia uno strumento adeguato a questo fine è un abbaglio tanto macroscopico quanto evidentemente difficile da ammettere. [...] Abbiamo letto che il no alla proroga rappresenterebbe “una vittoria di tante famiglie pugliesi”. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le famiglie delle 20.000 persone occupate in questo comparto che, senza la proroga, perderanno il proprio posto di lavoro».
E poche ore fa, l'Oasi 2 di Trani ha diramato una nota stampa in cui risponde al Sapar: «Spiace leggere le gravi affermazioni che il Sapar ci rivolge sul tema del gioco d'azzardo e sul distanziometro a mezzo stampa, atteso che la Comunità Oasi2 è stata sempre disponibile al confronto e al dialogo diretto. È passato appena un mese dal convegno che, d'intesa con l'Ambito Territoriale Trani-Bisceglie, abbiamo organizzato a Trani e a cui lo stesso presidente della delegazione Puglia del Sapar, Domenico Distante, ha partecipato, contribuendo in modo proficuo al dibattito su un tema che, come ben dice, è complesso e articolato. Vogliamo pertanto partire proprio dall’intervento di
Distante e da quello dei suoi colleghi che, sebbene in forme e con accenti diversi, hanno evidenziato la necessità di adottare strumenti, diversi e multilivello, per ridurre e contrastare il gioco d'azzardo patologico di cui i
gestori, come hanno ben rappresentato, sono spesso impotenti osservatori.
Entriamo dunque nel merito. I dati che abbiamo riportato sono riferiti agli studi ISPAD, l'Italian Popolation Survey on Alcohol and Drug, e ESPAD, European School Survey Project on Alcohol and other Drugs. A questi, si aggiunge il nostro report sugli interventi in tema di gioco d'azzardo patologico che abbiamo prodotto e presentato proprio durante lo stesso convegno. Siamo ovviamente a disposizione per condividere dati, valutarli e commentarli insieme, anche incrociandoli con le fonti citate dal Sapar. Resta fondamentale, per la nostra Comunità, la centralità della persona, la tutela della salute della persona, costituzionalmente sancita, in base a cui anche la presenza – per assurdo – di un solo giocatore patologico nel nostro territorio richiederebbe servizi, interventi, misure di tutela. È questa la nostra mission, non certo altre ragioni che Distante adombra e che respingiamo con forza al mittente.
Il distanziometro e, più in generale, la regolamentazione locale degli esercizi, non è di certo lo strumento sufficiente per il contrasto del fenomeno e la tutela dei giocatori a rischio. Allo stesso tempo, però, ci sembra uno strumento necessario, data la pervasività del fenomeno. Con l'adozione del distanziometro, lo Stato e gli enti locali tutti dichiarano formalmente “incompatibile geograficamente, non in assoluto, quella attività con la vita sociale e civile delle città nei luoghi di presenza di minori, giovani e altre fasce sensibili"»

