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Il giornalista regista canta la Puglia anche a Trani: successo per Carlo Stragapede al circolo Dino Risi

Giornalista di professione, ma anche regista e sceneggiatore, Carlo Stragapede si rivela pure, con piacevole sorpresa di tutti, uno straordinario amante dell'immagine. Infatti, è proprio la fotografia l'elemento più sorprendente di «Meno male che c'è il mare», il film autoprodotto dallo stesso Stragapede e presentato venerdì scorso, al circolo del cinema Dino Risi, nella prima serata con ospiti della nuova stagione artistica del sodalizio di via Ciardi.

«Ho investito moltissimo, anche economicamente - rivela il regista - nella qualità dell'immagine. In seconda battuta ho anche realizzato una "color correction", il film l'ho girato in Full hd ed è stato poi rielaborato portato in Dcp. La qualità dell'immagine e dell'audio sembrano una cosa ovvia, ma sono il veicolo privilegiato attraverso il quale l'emozione e la storia arrivano al pubblico, altrimenti la gente si alza e se ne va».

Anche con il supporto della tecnologia, dunque, ma soprattutto grazie alla sua innata ispirazione, Stragapede rende nella sua pellicola una bella celebrazione della Puglia, e non soltanto balneare: «Il mio obiettivo è valorizzare la nostra terra - conferma - i nostri sapori, colori e profumi, tutti privilegiati nei miei film. La natura e pugliese è una tavolozza straordinaria da cui attingere per dare colore e sostanza ai personaggi delle mie storie».

Meno male che c'è il mare è basato sulla storia di alcune coppie che, in un lido, interagiscono con altre per dare profondità alle loro storie momentaneamente in crisi. Stragapede le descrive alla luce del sole, nel vero senso della parola, cercando di fare emergere pregi e difetti di ciascuno in un mare - anche in questo caso non solo metaforico - di paradossi ed enfatizzazioni, a volte reale specchio del modo di essere dei pugliesi, altre trasformato in una sorta di teatro dell'assurdo.

Meno male che c'è il mare rende, così, uno spaccato significativo della pugliesità utilizzando i migliori strumenti utili a farla risaltare in tutta la sua forza. Secondo la co-autrice del lavoro, Amalia Perrone, «Carlo ha una creatività innata, che in questo film traspare attraverso le emozioni dei personaggi, che gli attori scelti vestono come un abito su misura».

Fra gli attori del film, un sorprendente Francesco Di Filippo, il bagnino che si improvvisa Buffon e trasforma la scopa in un palo della porta e le ciabatte nell'altro palo, prima di lasciarsi andare in un balletto finale da sogno (perché infatti avviene mentre dorme) che ne rivela le impreviste qualità di danzatore.

Francesca Mesto, invece, è la scenografa e coreografa che ha curato quel balletto e condiviso i momenti più belli del set dietro la macchina da presa: «Ci siamo divertiti tanto, ma ne è venuto fuori un lavoro serio e ben fatto, che merita nuovi palcoscenici». Nel frattempo, Stragapede ringrazia il circolo Dino Risi per averlo ospitato: «È un onore essere stati in uno dei cineclub più prestigiosi e qualificati di Puglia».

Ed il prossimo 19 novembre si prepara a proiettare per la prima volta il suo film a Bari, all'Abc, nella zona di San Cataldo, con il chiaro intento di promuovere un lavoro prettamente cinematografico: «In molti mi avevano chiesto di dirottarlo in televisione, ma - spiega Stragapede -, a me questo film interessa come prodotto cinematografico: così è nato e così deve restare. Fino in fondo».


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