Ventidue lattine di birra davanti all'ingresso della biblioteca di Trani, venti delle quali in fila, minuziosamente occultate approfittando del manufatto posto davanti all'ingresso della Giovanni Bovio, in piazzetta San Francesco.
Sono state consumate questa notte e lasciate lì da ragazzi che hanno bevuto, evidentemente, in gran quantità.
E paiono lo specchio di una vita sociale «altra», contrapposta a quella culturale della città: chi ha fatto questo, di sicuro, almeno non frequenta la biblioteca.
La biblioteca, è proprio il caso di dirlo, da anni va avanti a tutta birra, ma c'è anche chi, della birra, quella vera, continua a fare una ragione di «non vita», in contrapposizione a sport, musica, cultura, interessamento e rispetto per la cosa pubblica.
Non è la prima volta che accadono episodi di degrado in quella piazzetta. Nel passato, alcuni residenti hanno riferito di avere anche visto, o almeno percepito, rapporti sessuali che si consumavano approfittando della panchina e degli angoli più nascosti.
La speranza è che sopraggiungano, al più presto, non soltanto una presa di coscienza, ma anche più controlli e, soprattutto, l'aggiudicazione delle gare previste nell'ambito dell'implementazione dei servizi della biblioteca, una delle quali prevede proprio dell'area esterna con l'occultamento di quel manufatto, all'interno del quale ci sono i comandi del sistema antincendio.
Di certo, in una piazzetta così importante ed intima, nel cuore del centro cittadino, su cui si affacciano il cuore culturale della città ed una chiesa che ne rappresenta un pezzo di storia, ventidue bottiglie di birra sono l'espressione di una partita senza regole.
Puoi pulire i luoghi costantemente, fare di una biblioteca un gioiello invidiato in tutta Italia, richiamare fra un mese l'intera città intorno alla Madonna Immacolata, mettercela tutta, stimolare conoscenze e coscienze.
Alla fine, però, in piena notte, su quell'ipotetico campo, arrivano ventidue giocatori, ciascuno con una bottiglia di birra, e decidono che il servizio pubblico, le regole e gli arbitri che le fanno rispettare non esistono più. La partita se la giocano fra loro e a perderci, ancora una volta, è la città.
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P.s.: la zona è regolarmente videosorvegliata.

