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Trani ed il «patto di fine mandato»: Ferrante più duro di Bottaro duro contro chi non lo firma

«Un documento politico non sostenuto da tutti deve fare riflettere chi l'ha proposto, e non poco: se non ci sarà questa capacità di riflessione, verrà sollecitata fino alla rottura definitiva». Così il  presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, in un'altra delle sue «digressioni» sul suo profilo Facebook, sempre più frequenti ultimamente con riferimento ad una termometro politico della maggioranza che appare in costante ascesa.

A seconda dei punti di vista, c'è chi lo chiama - come lo stesso Ferrante - «documento politico di fine consiliatura» e chi - come il sindaco, Amedeo Bottaro - «patto delle priorità». Sta di fatto che questa serie di impegni messi su carta dal primo cittadino, da tempo sono al vaglio di una maggioranza che non riesce ancora ad approvarli unanimemente.

Dando notizia dell'imminente ingresso nella coalizione di governo dell'ormai quasi ex consigliere di minoranza, Beppe Corrado, abbiamo già anticipato che tale sostegno in corsa potrebbe parzialmente compensare anche alcune, possibili uscite dalla maggioranza di chi quel documento non lo condivide.

Ferrante, per il momento, si è limitato a fare circolare il suo pensiero, derubricandolo poche ore dopo come «riflessione personale», mentre il capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, lo invitava «ad essere consequenziale ponendo fine alla vostra esperienza di governo, se non più condivisa».

Intanto il sindaco prova a spiegare cosa, effettivamente, quel documento voglia rappresentare: «Io parlerei di una discussione politica, sicuramente in atto e che va esattamente nella direzione un patto di fine mandato che prevede alcune priorità assolute ed un progetto futuro».

La necessità di sottoporre  alla maggioranza questo programma di fine mandato nasce dall'autoconsapevolezza, da parte dello stesso Bottaro, del fatto che «i programmi iniziali sono stati traditi - ammette il sindaco -, perché non immaginavamo assolutamente di incontrare tutte le difficoltà che abbiamo incontrato. Non abbiamo avuto le risorse per farle e siamo rimasti indietro in tante cose, ma ci sono programmi che devono essere completati e non tutti potranno essere completati in questo anno e mezzo».

Da qui l'idea quindi di ragionare, innanzi tutto, su alcune priorità, vale a dire le cose che Bottaro ritiene di portare a termine entro maggio 2020, quando si tornerà al voto: «L'avvio della raccolta differenziata porta a porta - afferma snocciolando l'elenco - il rifacimento alcune piazze, la risoluzione del problema dei parcheggi ed alcuni procedimenti già in corso che devono vedere al luce entro quella data».

Ci sono, poi, i progetti a lungo termine «che richiederanno più tempo e quindi - chiarisce Bottaro -, prevedo non solo un patto di fine mandato, ma anche un nuovo progetto politico per la prosecuzione di quello in corso».

Dunque il Bottaro bis, maggioranza permettendo, è sempre più vicino. Il puntello di Corrado va proprio in questa direzione e, nonostante le fibrillazioni in atto, ancora molto ben celate, il sindaco non intende cambiare al giunta: «Non penso ad un rimpasto e credo che neanche si arriverà. Se, poi, si dovessero creare veri e propri strappi, allora non escluderei scelte diverse».


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