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Oggi, a Trani, seminario di letteratura musicale concentrazionaria a cura di Francesco Lotoro

Mercoledì 28 novembre alle 19 nella chiesa “Dio è amore” in via Superga 60, a Trani, si terrà “Alla ricerca della musica perduta”, seminario di letteratura musicale concentrazionaria, a cura del maestro Francesco Lotoro.

Letteratura musicale concentrazionaria Chiamasi musica concentrazionaria il corpus musicale creato nei campi di prigionia, transito, lavori forzati, concentramento, sterminio, penitenziari militari, POW Camps, Stalag, Oflag aperti sia da Terzo Reich, Italia, Giappone, Repubblica di Salò, regime di Vichy e altri Paesi dell’Asse che da Gran Bretagna, Francia, Unione Sovietica e altri Paesi Alleati in Europa, Africa settentrionale e coloniale, Asia e Oceania dal 1933 al 1953 da musicisti di qualsiasi estrazione professionale e artistica nonché provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale e religioso (ebrei, cristiani, Sinti e Roma, Euskaldunak o del popolo basco, sufi, quaccheri, geovisti, comunisti, omosessuali, prigionieri civili e militari) e che siano stati perseguitati, imprigionati, deportati, uccisi, sopravvissuti. 

La musica concentrazionaria è una delle più importanti eredità della storia ricevute dalla tragica fenomenologia delle deportazioni e della Shoah; trattasi di materiale musicale di alto valore storico, documentaristico, scientifico e artistico, autentico patrimonio dell’umanità poiché nel momento peggiore della storia, l'umanità ha avviato i meccanismi più evoluti della conservazione scatenando una enorme esplosione di creatività, un testamento musicale scritto a più mani dai luoghi più impensabili e che segnava il punto più alto del pensiero umano. 

Nel 1989 fu avviato un piano di ricerche a livello internazionale allo scopo di raccogliere, catalogare e registrare la produzione musicale nei Lager e nie Gulag; tale ricerca ha portato al recupero di 8.000 spartiti inediti, 10.000 documenti cartacei, centinaia di testi musicali, microfilms e registrazioni fonografiche.

Sono stati necessari 30 anni di ricerca presso memoriali, musei, archivi, biblioteche, fondi musicali, collezioni private oltre al recupero di microfilm, diari di prigionia, audiocassette e videocassette; per la ricerca è stato utilizzato il lavoro musicologico sinora compiuto sulla materia da Joza Karas, Bret Werb, David Bloch, Elena Makarova, Guido Fackler, Robert Kolben, Gabriele Knapp, Milan Kuna, Blanka Cervinkova, Jascha Nemtsov nonché sulle testimonianze dei musicisti sopravvissuti o dei loro parenti. 

La ricerca si è sinora svolta in Austria, Argentina, Belgio, Bielorussia, Brasile, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Israele, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Ucraina, Ungheria, USA.

Francesco Lotoro Pianista nato a Barletta nel 1964, si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari e ha proseguito i suoi studi presso l’Accademia di Musica F. Liszt di Budapest con Kornel Zempleni e Laszlo Almasy, perfezionandosi altresì con Viktor Merzhanov, Tamas Vasary e Aldo Ciccolini. 

La sua ricostruzione musicale e letteraria del Weihnachtsoratorium per soli, coro misto e pianoforte di Friedrich Nietzsche (registrata con il Coro della Radio Svizzera Italiana e con l’Ars Cantica Choir nonché pubblicata nel 2012 per la Editrice Rotas) è considerata un classico della filologia musicale contemporanea. 

Impegnato nella letteratura pianistica prodotta durante gli eventi più drammatici del Novecento, a 30 anni dall’occupazione della Cecoslovacchia (1968 – 1998) ha eseguito e registrato nel CD Praha ’68 (Symposion) tutte le opere pianistiche di Alois Piňos, Petr Pokorný, Petr Eben, Miloslav Ištvan e Milan Knížák scritte a seguito dei fatti che posero fine alla Primavera di Praga. 

Considerato la massima autorità nella ricerca musicale concentrazionaria, negli ultimi 30 anni ha intrapreso un’opera di recupero, salvataggio, archiviazione, esecuzione, registrazione discografica e promozione di 8.000 opere musicali scritte nei Campi di prigionia, transito, internamento, concentramento, sterminio, lavori forzati, industrie e strutture agricole per il lavoro coatto, penitenziari civili e militari, POW Camps, Stalag, Oflag e Gulag aperti dal 1933 al 1953 da musicisti di qualsiasi estrazione professionale e artistica nonché provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale e religioso che abbiano subìto discriminazioni, persecuzioni, ingiusta detenzione, deportazione (ebrei, cristiani, Sinti e Roma e altri gruppi del popolo Romanès, Euskaldunak o del popolo basco, Bahá'í, Sufi, Quaccheri, Bibelforscher, prigionieri civili e militari). 

Con sua moglie Grazia Tiritiello ha fondato a Barletta l’Istituto di letteratura musicale concentrazionaria, oggi Fondazione. 

È autore nonché interprete del repertorio pianistico, concertatore del repertorio cameristico e direttore del repertorio sinfonico dell’Enciclopedia discografica in 24 CD KZ Musik (Musikstrasse) contenente 407 opere scritte nei Campi di concentramento d’Europa, Africa Settentrionale e Asia e durante la 2a Guerra Mondiale. 

Nel 2011 lo scrittore e giornalista Thomas Saintourens ha pubblicato il libro Le Maestro (Édition Stock, Paris) sulla sua vita e le sue ricerche; il libro è stato altresì pubblicato in lingua italiana nel 2014 (Il Maestro, Edizioni Piemme) e in lingua ceca (Maestro, Volvox).

Unico pianista ad aver eseguito e registrato la Sinfonia n.8 op.99 di Erwin Schulhoff per pianoforte (scritta nello Ilag XIII Wülzburg) e le partitura pianistiche originali del Don Quixote tanzt Fandango di Viktor Ullmann (scritta a Theresienstadt) e del Nonet di Rudolf Karel (scritta nel Vazební věznice Praha–Pankrác), ha scritto l’opera in 2 atti Misha e i Lupi, Suite ebraica per cantore e orchestra da camera, il Requiem Barletta 12.IX.1943 per soli, organo, pianoforte e orchestra e 12 Studi su un tema di Paganini per pianoforte; di J.S. Bach ha trascritto Das Musikalische Opfer (pianoforte solo), Deutsche Messe e 14 Canons BWV1087 (2 pianoforti). 

Nel 2012 ha pubblicato i Prolegomeni del Thesaurus Musicae Concentrationariae, Enciclopedia in 10 volumi e 2 DVD che sarà interamente pubblicata nel 2024. 

In qualità di pianista e direttore d’orchestra ha tenuto concerti in Europa, Canada, U.S.A., Israele, Brasile e ha tenuto conferenze sulla Letteratura musicale concentrazionaria in numerose sedi istituzionali e accademiche, da citare Consiglio d’Europa in Strasburgo, Università La Sapienza di Roma, Georgia State University di Atlanta, Università di Aix–en–Provence, Concordia University di Montreal. 

Nel 2013 il Ministro della Cultura francese gli ha conferito l’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres della Repubblica di Francia; nel 2015 il Presidente della Repubblica Italiana gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana.

Nel 2017 France2, France5 e RAI hanno trasmesso il docufilm sulle sue ricerche The Maestro (produzione Les Bon Clients–Intuition–DocLab–Intergea) diretto dal regista franco–argentino Alexandre Valenti; il film è stato altresì trasmesso e proiettato presso numerose televisioni nazionali e sale cinematografiche di tutto il mondo.

È docente di Pianoforte presso il Conservatorio di Musica U. Giordano di Foggia.

Ingresso libero.

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