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La sala azzurra del Comune di Trani sarà intitolata a Giancarlo Tamborrino

La giunta comunale di Trani ha deliberato di intitolare la sala Azzurra del palazzo municipale al generale Giancarlo Tamborrino, già sindaco della città dal 1995 al 1999 e deceduto dopo una lunga malattia il 28 marzo del 2013.

«Onorare la memoria di coloro che hanno servito la città di Trani». È questo il senso dell’iniziativa voluta dal sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, e condivisa dall’intera giunta. Bottaro spiega: «Sono tante le persone che hanno servito questa città e sarebbe impossibile ricordarle tutte. I sindaci, per ruolo e caratteristiche, rappresentano un elemento di sintesi dell’intera città e, attraverso di loro, è possibile tenere insieme la nostra storia».

L’iniziativa ha preso il via con il più recente dei sindaci scomparsi e proseguirà con atti analoghi riguardanti i sindaci Caruso e Baldassarre (per fermarsi alla storia più recente).

Alla cerimonia di intitolazione saranno invitate anche e soprattutto le famiglie di coloro ai quali vuole andare il nostro ricordo, affinché ad essi possa essere espressa la gratitudine dell’intera comunità cittadina. Il provvedimento, confortato dal parere favorevole della commissione toponomastica e licenziato dall’esecutivo, è stato inoltrato al Prefetto della Bat ai fini del rilascio dell’autorizzazione.

Giancarlo Tamborrino nacque a Parma nel 1934 e si trasferì giovanissimo a Trani, quando il padre, maresciallo dell’Esercito, ricevette come destinazione di servizio proprio la nostra città. In seguito gli studi e l'attività professionale lo tennero lontano da Trani per diversi anni, ma, appena congedatosi dall'Arma dei carabinieri con il grado di Generale di brigata, riprese a dimorare stabilmente nella nostra città.

Si laureò in Scienze politiche e, nella sua carriera, fu insignito di numerose onorificenze militari e religiose. Dopo la laurea fu docente in scuole militari e civili ed autore di numerosi articoli e pubblicazioni specializzate inerenti la sua attività professionale. Fu comandante di reparti di carabinieri in diverse regioni italiane, nonché comandante del Nucleo antidroga e direttore di divisione presso il Servizio centrale antidroga del Ministero dell'Interno. Per la sua competenza amministrativa, dall'aprile a dicembre 1994 fu anche commissario prefettizio a Bitonto con delega alla polizia municipale ed annona.

Ricoprì anche incarichi politici e civili. Tamborrino, candidato per Alleanza nazionale ed altre liste, fu eletto al ballottaggio superando il candidato sindaco dell'altra parte del centrodestra, Nicola Mongelli (Forza Italia ed altre). Fu la prima elezione diretta del sindaco nella nostra città e fu il primo sindaco dopo i diciotto mesi di commissariamento del Comune di Trani seguito allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

L’avvento di Giancarlo Tamborrino al governo della città fu segnato dalla scelta di dotarsi di una giunta tecnica, con assessori tutti di sua stretta fiducia, e dall'iniziativa di emanare un vero e proprio bando pubblico per vagliare i migliori curriculum possibili fra i quali nominare i presidenti delle ex municipalizzate.

Dopo un anno di amministrazione ispirata a questi criteri, gli orientamenti mutarono e, seguendo le indicazioni dei partiti di riferimento, Tamborrino cambiò la giunta nominando, fra gli altri, quattro consiglieri comunali e determinando le dimissioni collettive di dodici consiglieri comunali che, sommandosi ai quattro da sostituire, confidavano nello scioglimento del consiglio comunale per mancanza del quorum. Dopo una lunga battaglia in punta di diritto, però, quel tentativo fallì e, così, Tamborrino diventò il sindaco di una giunta politica. Ciò permise che in consiglio comunale entrasse, fra i primi dei non eletti, colui che da lì a poco sarebbe diventato, per due volte consecutive, sindaco della città: Pinuccio Tarantini.

Un altro problema che segnò a lungo la sua amministrazione fu il caso Ecoerre. 

A Giancarlo Tamborrino va dato il merito di avere favorito il riconoscimento a Trani della medaglia d’argento al valore civile, per i tragici fatti del settembre 1943, la storica approvazione dello Statuto comunale (nel primo anno del suo mandato), anche con il sostegno dell’opposizione, ed aperto la strada decisiva alla creazione della Società trasporti provinciale, evitando così che la gestione del servizio pubblico su gomma passasse ad altro soggetto esterno alla città di Trani.

Fra le altre iniziative che si ricordano, anch’essa rimasta, purtroppo, isolata, quella di prevedere presso villa Guastamacchia la piantumazione di alberi per ogni nuovo bambino nato a Trani.


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