«Dopo l’arresto di Arnesano abbiamo allargato le indagini su fabbricazione e destinazione del tritolo in suo possesso». Così il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Antonino Di Maio, stamattina in conferenza stampa ha illustrato ai cronisti l’operazione che è stata condotta dai carabinieri della Stazione di Trani, unitamente ai militari del Nucleo operativo e radiomobile – aliquota operativa, su disposizione della Procura di Trani, che ha portato all’arresto di Gaetano Arnesano, appunto, e al fermo per favoreggiamento di Anna Olivieri, classe 1971, di origine abruzzese, e Ibrahim Bichou, classe 1979, di nazionalità marocchina, irregolare sul suolo nazionale. Per entrambi è stato chiesto l’arresto, sempre per favoreggiamento.
I carabinieri hanno, di fatto, sventato un attentato.
Olivieri e Bichou convivevano con Arnesano e hanno ammesso di aver partecipato al confezionamento dei candelotti che l’uomo, qualche sera fa, portava con sé, in pieno centro storico. In quella zona abita una famiglia con precedenti.
Questa la ricostruzione dei fatti. La sera di giovedì 22 novembre, Olivieri chiese ad Arnesano dove stesse andando con quel tritolo. Un esplosivo molto potente, che può anche far saltare in aria un intero stabile e mietere vittime. Inquietante la risposta dell’uomo: «Non posso dirtelo, lo saprai dai telegiornali». Risposta che non fa escludere alcuna pista, come ha spiegato Di Maio.
Arnesano quella sera, fermato dai carabinieri, ha dato agli agenti spiegazioni lacunose e fantasiose. Successivamente, ha ammesso di aver agito su commissione, in quanto esperto di esplosivi. Le indagini sono aperte a tutto campo per risalire a chi ha fornito il materiale esplosivo all’uomo e soprattutto a chi era diretto. Il tritolo sarebbe dovuto essere temporaneamente collocato in piazza Mazzini, accanto ad un cassonetto, per poi essere ritirato da qualcun altro.
Insomma non è da escludere che, se Arnesano non fosse stato arrestato in flagranza di reato, l’attentato si sarebbe consumato e avrebbe potuto determinare anche vittime. Lo stesso dicasi per Olivieri e Bichou, colti con i bagagli in mano: erano già pronti a partire per lasciare la città, e solo grazie all’intervento repentino e immediato dei carabinieri si è potuto evitare che gli stessi lasciassero il Paese e si perdessero le loro tracce e con essi prove ed elementi fondamentali.
«Ecco perché ribadisco la necessità di un rafforzamento dei presidi di sicurezza della Bat, a cominciare dalla questura» ha detto Di Maio, che ha aggiunto: «Il controllo del territorio è fondamentale per la prevenzione, che tutela l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Le forze dell’ordine sono state molto brave nel condurre questa operazione».
Del fatto è stata informata la Dda, ma non è ancora coinvolta nell'indagine, che resta della Procura di Trani. Il pm è Francesco Tosto, il gip Rossella Volpe.




