Una mano nella migliore gestione possibile dell'autismo partendo soprattutto dal basso. Una rete che tragga origine dalle famiglie, a cominciare ovviamente da quelle che vivono quotidianamente al loro interno il problema dell'autismo e del disagio e che, facendosi forza l'una con l'altra, creino quello zoccolo duro con il quale bambini, ragazzi e soggetti affetti da autismo, sindrome di Asperger e altri disagi si sentano sempre meno soli.
È questo lo scopo per il quale oggi, domenica 16 dicembre, alle 19.30, presso l'auditorium della Croce bianca, in via Fusco, l'associazione Contesto onlus si presenta alla città ed inaugura la nuova sede cittadina. Nata sei anni fa, l'associazione è dedita alla difesa dei diritti dei ragazzi autistici e delle loro famiglie, e alla loro integrazione sociale.
Interverranno: Raffaella Caifasso, presidente dell'associazione e fata dei Bambini delle fate; Amedeo Bottaro, sindaco; Fabrizio Ferrante, presidente del consiglio comunale; Giuseppe Tulipani, garante regionale dei diritti delle persone con disabilità; Debora Ciliento, assessore servizi sociali; Teresa Antonacci, scrittrice; Cinzia Losappio, coordinatrice del sostegno; Lidia di Lorenzo, consulente Aba; Maria Carducci, consulente Aba, Francesca Sinisi, fata dei Bambini delle fate.
Ma Il progetto dei cosiddetti «Bambini delle fate» cosa esattamente è, e a chi si rivolge? «Noi siamo una organizzazione non profit che da quindici anni si occupa di creare delle comunità sui diversi territori - spiega il presidente nazionale, Samuel Mazzolin -. Lo facciamo il 72 località d'Italia, siamo in 16 regioni e aggreghiamo intorno ad un bisogno un gruppo di famiglie che, in particolare, vivono il problema dell'autismo e della disabilità».
La particolarità del progetto, dunque, è «partire dal basso e non dall'alto - chiarisce Mazzolin -, quindi non da una percezione dei bisogni, ma proprio dalla strada e dal territorio. Abbiamo delle campagne di comunicazione sociale ed raccolta fondi che permettano, senza un centesimo di fondi pubblici e senza alcun tipo di stampella, di sostenere nel tempo e con regolarità quel bisogno».
L'obiettivo dichiarato, dunque, è « dare gambe e struttura a delle situazioni che esistono già sui diversi territori in cui le famiglie, molto spesso, sono disaggregate e talvolta in competizione l'una con l'altra. Quello che cerchiamo di fare noi, insieme con le associazioni e organizzazioni già presenti e ben radicate sul territorio e nel territorio (a Trani, da oggi, l'associazione Contesto, ndr) è mettere insieme una parte gestionale e di messa a terra del progetto, a livello locale, con una parte nazionale di comunicazione e valorizzazione, che è esattamente quello che facciamo noi».
