Possiamo dire con certezza che questa è l’amministrazione delle bugie.
L’amministrazione ha detto bugie durante la campagna elettorale per raggiungere il risultato e ha continuato a raccontarle durante l’espletamento di tutto il mandato governativo, ormai arrivato quasi al termine.
Nel consiglio comunale dell’11 dicembre 2018, nella mia dichiarazione di voto ho confermato il mio voto favorevole per la “strettoia di Pozzo Piano”, facendo però rilevare che in questi quasi quattro anni l’amministrazione ha dimostrato la propria incapacità nella valutazione dei problemi prendendo in considerazione, in un primo momento, l’allora allargamento del lato del muro a ridosso di villa Telesio.
Vi riporto per intero le dichiarazioni che furono rilasciate a suo tempo dall’assessore dell’epoca dott. De Michele in rappresentanza del sindaco, che non ritenne di partecipare in tale occasione e durante l’incontro pubblico tenuto con il comitato di Pozzo Piano (l’11/2/2016), e pubblicate su tutti i social. Lo stesso dichiarò: «Il Pug prevede l’allargamento dal lato di villa Telesio, arretrando il muro medesimo, quello sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza». Muro attualmente pericolante, aggiungo io, a cui è presente un castelletto edile a seguito della caduta di un capitello.
Dopo il mio intervento il primo cittadino ha voluto replicare alla mia dichiarazione, come al solito, senza un briciolo di umiltà, ridicolizzandomi con una risata sbeffeggiante e dichiarando che, in pratica, farneticavo, che quello che asserivo non rispondeva ad alcune verità, soluzione che l’amministrazione non avrebbe mai considerato!!!
Sindaco, le ho dimostrato, ancora una volta, che lei parla e accusa persone e amministratori di dire cose non vere, con troppa superficialità e facilità. Ora è il momento di citare il detto «ride bene…. chi ride per ultimo». Dunque, sarò io a ridere, ma allo stesso tempo a dispiacermi per l’atteggiamento irrispettoso che lei mi ha rivolto.
Colgo l’occasione per ricordare che le mie certezze sulle criticità che avvolgevano e avvolgono il provvedimento denominato “Itaca” sull’ecosostenibilità delle nuove costruzioni edili, hanno contribuito al ritiro dello stesso provvedimento, da parte dell’amministrazione, nella seduta del consiglio comunale, che ha dato un’ulteriore dimostrazione di incompetenza e pressapochismo nel guidare il governo cittadino.
La conferma che la situazione politica le sta sfuggendo ogni giorno di mano e sta degenerando, è stata data dalla bocciatura del provvedimento sull’aumento (una iattura di questi tempi di magra per i cittadini) del compenso dei revisori. Da questa bocciatura, neanche i nuovi consiglieri di minoranza, finalmente per lei entrati a pieno titolo in maggioranza, sono stati utili alla causa. In ogni caso si evince attualmente un solo dato politico: la sfiducia che lei attualmente ha da parte della sua maggioranza.
In ogni caso credo, ed oggi ne ho la convinzione assoluta, che a nulla le serviranno le schermaglie messe in atto dai suoi ultimi consiglieri di maggioranza sulla nascita della lettera di sfiducia prima all’assessore Tommaso Laurora sulle scuole e poi all’assessore Ivana D’Agostino sui dehors.
Infine, un’ultima vicenda, con la quale spero che i cittadini comincino a riflettere seriamente, è l’improvvisazione e la superficialità con cui oggi la sua maggioranza, risicata, voti i provvedimenti consiliari. Ricordiamo la defaillance commessa quando fu approvata la ristrettezza a solo tre ditte di onoranze funebri, su delibera di consiglio comunale n.66 del 27/10/2017 avente per oggetto il regolamento di polizia mortuaria. Annullamento che finalmente è arrivato. Dopo sei mesi qualcuno ha capito che tale limitazione andava contro una legge della libera concorrenza imprenditoriale.
Sulla delibera di approvazione del project financing del cimitero, stendiamo un vero velo pietoso. Finalmente, dopo che per tre volte ero intervenuta con comunicati sull’argomento, dicendo che era tutta una favola irrealizzabile e qualcuno cercava di vendere qualcosa che non possedeva, come Totò faceva con la fontana di Trevi, oggi il Tar ha dato ragione non al Comune ma a quei pochi cittadini che non vogliono la partecipazione dei privati in materie da non esternalizzare.
Il grande sbigottimento è stato apprendere le valutazioni del Tar nell’emettere la sentenza sul cimitero, condannando il Comune, che viene censurato pesantemente. Auspichiamo che almeno questa volta le censure sollevate dal Tar vengano finalmente attenzionate da altri Organi competenti.
Ultima ma non per importanza è la votazione distonica del provvedimento urbanistico denominato CP/44, palesemente votata favorevolmente da una maggioranza che tempo prima aveva votato in maniera contraria e anomala, pur essendoci un parere favorevole del dirigente dell’ufficio tecnico, un provvedimento sempre urbanistico simile denominato CP/37. Restiamo in attesa di una nuova decisione del Tar.
Ai posteri l’ardua sentenza sul governo attuale e sulle sue promesse elettorali.
Anna Maria Barresi - consigliere comunale indipendente

