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I bambini della "Madre Teresa di Calcutta" sfilano per le vie del quartiere per un presepe all'insegna dell'inclusione

Il Natale è alle porte ed il piccolo Federico si accorge che sua madre è presa solo dagli acquisti e dai preparativi per il pranzo: il presepe ancora non è pronto ed è proprio lui a decidere di allestirlo.

Comincia a sistemare i vari personaggi ed a desiderare fortemente che finalmente il Natale porti solo notizie di pace provenienti da tutto il mondo, ma  non è certo un impegno da poco per un bimbo, Federico è stanco e si addormenta. Sogna, Federico, quello che era il suo desiderio comincia a prendere corpo, e nel suo sogno si incontrano tre bambini di etnia diversa: Ivan, di origine russa, Wang, cinese e Bambù, africano. Non parlano la stessa lingua, ma riescono comunque a comprendersi: la lingua dell’amore è più eloquente di tante parole. Ed i tre bimbi hanno tre doni speciali per Gesù’ Bambino: un caleidoscopio per vedere il mondo a colori, una bussola per portare pace in tutti i luoghi in cui manca, un panettone per sfamare tutti i bimbi del mondo. Nel loro viaggio verso  Betlemme si aggiunge la renna Emma che vuol donare a Gesù’ Bambino qualcosa di prezioso: il sorriso,  che spesso manca a tanti bimbi.

È questo il tema del recital natalizio messo in scena dalla scuola dell’infanzia “Madre Teresa di Calcutta” del terzo circolo “G.D’Annunzio”. Al tradizionale contenuto della nascita del Bambin Gesù si è aggiunto quello attualissimo e multiculturale dell’accoglienza, tema  molto caro al terzo circolo D’Annunzio sempre in prima linea nell’inclusione.

Ivan, Wang e Bambù sono il simbolo della nostra società: sono i figli degli immigrati che ogni giorno fuggono dai Paesi d’origine in cerca di un futuro migliore, possono rappresentare i bambini adottati che caratterizzano la realtà di molte nostre famiglie, sono gli alunni che arricchiscono ogni giorno la realtà della scuola.

Una rappresentazione, dunque, «tra tradizione ed attualità che ha voluto creare un ponte laddove spesso si sente parlare di muri», per usare le parole del dirigente scolastico, Michele Maggialetti. Ma è stata anche un’occasione per stringere un legame sempre più forte tra le tre importanti agenzie educative, come ha evidenziato l’insegnante Stefanachi: famiglia, scuola e parrocchia, quest’ultima rappresentata dal parroco dei SS. Angeli Custodi don Enzo De Ceglie che ha deposto il Bambinello nella mangiatoia allestita nell’ex pinetina di via Andria.

La manifestazione è partita dal plesso Madre Teresa di Calcutta sottoforma di sfilata dei bimbi: davanti gli angioletti, seguiti dai pastorelli, dal coro e dai Re Magi che hanno percorso le strade del quartiere. Un lavoro, dunque,  in forte sinergia con un territorio ricco di potenzialità, per riprendere le parole dell’Assessore Debora Ciliento,  in un luogo, l’ex pinetina, «da valorizzare e riqualificare a breve», come ha affermato il Sindaco Amedeo Bottaro.

Una tradizione ventennale, quella della scuola dell’infanzia “Madre Teresa di Calcutta”, che ogni volta si rinnova, trasformatasi quest’anno in «un vero e proprio musical», come ben ha fatto notare il dirigente Maggialetti, tra canti, balletti, parti recitate, tutto sapientemente gestito ed orchestrato dalle docenti del terzo circolo “G.D’Annunzio” e dalla musicista  Floriana Casiero.

Un ringraziamento speciale a quanti hanno generosamente collaborato, ai piccoli protagonisti, alle loro famiglie, a don Enzo, alle insegnanti, ai partecipanti tutti viene espresso dal professor Maggialetti che, riprendendo il messaggio ed il sogno di pace del piccolo Federico, vuole augurare a tutta la comunità scolastica un Natale di serenità che possa portare un sorriso in tutte le famiglie.

Barbara Carpentieri

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