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Proiettili al sindaco di Trani, oggi il Cosp si riunisce a Palazzo di città. Già rinforzate le misure di sicurezza al secondo piano

I due proiettili al sindaco non sono un caso da sottovalutare, nella misura in cui oggi, venerdì 28 dicembre, alle 10, presso la sede del Palazzo di città, si riunirà il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, Dario Sensi, in seguito alle minacce subite dal primo cittadino, Amedeo Bottaro.

È la testimonianza del fatto che la Provincia di Barletta-Andria-Trani ed il rappresentante del Governo nel territorio non vogliono lasciare solo il primo cittadino di Trani, all'indomani di un episodio che Bottaro, per la verità, ha provato a minimizzare il più possibile anteponendovi l'importanza del clima di festa, che non si sarebbe per alcun motivo dovuto rovinare.

Resta pur sempre la gravità del gesto: due pallottole chiuse in una busta e poggiate lì, la mattina, del 24 dicembre, davanti al portone dell'edificio del sindaco, con un chiaro gesto di stampo mafioso che non può lasciare indifferenti.

Allo stato non vi è un vero e proprio ordine del giorno della riunione che in ogni caso, oltre il Prefetto e i rappresentanti delle forze dell'ordine, vedrà presente anche il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Antonino Di Maio, che a sua volta sta mostrando molto interesse alle evoluzioni della criminalità nel territorio.

Non vi è, ovviamente, un collegamento tra il tritolo che sarebbe dovuto esplodere nei pressi di un capannone commerciale e la busta minatoria al primo cittadino, ma entrambe le storie sembrano fare riaffiorare un clima malavitoso che Trani sembrava essersi messo alle spalle.

Per altro, proprio nelle ultime settimane, le sentenze dei Tribunali di Trani, prima, e Bari, poi, hanno certificato la matrice mafiosa di quasi tutti gli appartenenti alla banda degli estorsori che avevano imperversato in città tra fine 2016 inizio 2017, e quel tritolo faceva parte di un medesimo disegno criminoso tendente ad imporre, con la violenza, la legge del pizzo.

Bottaro, ieri mattina, ha ripreso regolarmente la sua attività di primo cittadino e, sebbene non l'avesse richiesto, ha ottenuto un rafforzamento dei controlli al secondo piano del Palazzo di città, proprio dove inizia il corridoio del gabinetto del sindaco, con la presenza fissa di un agente della Polizia locale.

Il sindaco resta convinto del fatto che si sia trattato di un episodio isolato, forse persino di un mitomane, ma l'ipotesi che le due pallottole fossero legate alla sua attività amministrativa sono tutte in piedi: dal recente sgombero di una casa abusivamente occupata in via Olanda ad altri provvedimenti simili, effettuati o in itinere; dalla fine dei sussidi a pioggia, per le famiglie meno abbienti, alle crescenti attività di sanzionamento ai sensi del Codice della strada, soprattutto attraverso il nuovo e pressoché infallibile strumento del Munipol street control.

In una città nella quale si punta a ripristinare la legalità, in questi ed altri settori della vita amministrativa, c'è da mettere in conto l'insofferenza dei più facinorosi e intolleranti, «ma noi andiamo avanti per la nostra strada», continua ad affermare il primo cittadino.

Un Bottaro che, da oggi, si sentirà sempre più confortato nelle sue scelte, anche e soprattutto alla luce della decisione del prefetto di essergli vicino non soltanto a parole, ma con i fatti. E nelle prossime ore, al termine della riunione, si conosceranno più nel merito le misure che si intenderà intraprendere.


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