Il termine, importato dall'Inghilterra, è «whistleblowing», «colui che soffia nel fischietto». In ambito amministrativo, invece, si tratta di segnalazione di illeciti o irregolarità da parte dei dipendenti di un ente: ebbene, la giunta ha approvato la relativa procedura, su proposta dell'assessore alla trasparenza e legalità, Denise Di Tullo.
Infatti, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza del Comune di Trani prevede che il responsabile predisponga apposita procedura, cosiddetta whistleblowing policy, che attui la tutela del dipendente, che effettua le segnalazioni previste per legge, attraverso l'introduzione di misure volte a garantire la tutela dell'anonimato, assicurare la non discriminazione nei confronti del segnalante, sottrarre la segnalazione del dipendente dall'accesso agli atti previsto per legge.
«Il whistleblowing - si legge nel provvedimento - è uno strumento di prevenzione e correzione di degenerazioni e malfunzionamenti del sistema interno ad un'amministrazione e, per whistleblowing policy, si intende una procedura volta a incentivare le segnalazioni e tutelare, proprio in ragione della sua funzione civica e sociale, il whistleblower (colui che segnala), considerato quale sentinella civica che aiuta a migliorare il sistema e liberarlo da possibile illegalità».
In tal modo l'esecutivo ha approvato un'apposita procedura che fornisca chiare indicazioni operative circa i destinatari della segnalazione, oggetto e contenuti della stessa, modalità di trasmissione, forme di tutela a favore dei dipendenti e collaboratori per evitare possibili ripercussioni sulla loro vita lavorativa.
Il regolamento è composto di undici articoli che, dopo l'atto di indirizzo approvato dalla giunta, presto diverranno a tutti gli effetti norme cui attenersi sulla base di quanto formalizzerà il dirigente del settore.
La segnalazione, cosiddetta whistleblowing, «è un atto di manifestazione di senso civico - si legge nella bozza di regolamento - attraverso cui il whistleblower contribuisce all'emersione e prevenzione di rischi e situazioni pregiudizievoli per l'amministrazione di appartenenza e, di riflesso, per l'interesse pubblico collettivo».
In altre parole, è una procedura volta ad incentivare le segnalazioni e tutelare, proprio in ragione della sua funzione sociale, il segnalatore. Lo scopo principale è «prevenire o risolvere un problema internamente e tempestivamente, rimuovendo i fattori che possano ostacolare o disincentivare il ricorso all'istituto quali i dubbi e le incertezze circa la procedura da seguire e i timori di ritorsioni o discriminazioni».
In particolare, la segnalazione può riguardare azioni o omissioni commesse, o tentate, del seguente tipo: penalmente rilevanti; poste in essere in violazione di codici di comportamento o altre disposizioni regolamentari o contrattuali sanzionabili in via disciplinare; suscettibili di arrecare un pregiudizio patrimoniale all'amministrazione di appartenenza o altro ente pubblico, all'immagine del Comune, alla salute o sicurezza dei dipendenti, utenti e cittadini; arrecare un danno all'ambiente; determinare pregiudizio agli utenti, dipendenti o altri soggetti che svolgono la loro attività presso l'azienda. Il whistleblowing non riguarda doglianze di carattere personale.

