L’orto sociale, il bar dei bambini, il ristorante sociale: il progetto “Scuola corsara” vedrà la creazione di questi tre ambienti in cui sperimentare una didattica nuova, concreta e collaborativa. Istituzioni, associazioni, enti del terzo settore e famiglie lavoreranno in sinergia con gli studenti in questi tre spazi partecipati dove riqualificare il verde e coglierne le tante opportunità educative.
Il progetto, promosso da Legambiente Puglia e selezionato nell’ambito del bando Adolescenza (11-17 anni) del Fondo povertà educativa, finanziato da “Impresa sociale con i bambini”, è stato presentato ieri presso il Centro di salute mentale sito nell’ex ospedaletto di Trani.
Ruggiero Ronzulli, di Legambiente, ha ringraziato tutti i 14 partner che hanno aderito: «Il progetto è stato scritto con loro. Con “Scuola corsara” c’è una nuova metodologia di apprendimento: le materie didattiche della scuola si aprono alla comunità e la comunità entra nella scuola con queste tre attività. Tutto sarà gestito dai ragazzi e dai pazienti del Csm di Trani». Sono stati diversi gli attori coinvolti: la città di Trani, Legambiente, la scuola superiore Aldo Moro, la media Baldassarre, la Asp Vittorio Emanuele, l’associazione “Boanda”, l’associazione “Il colore degli anni”, la cooperativa soc. “Campo dei miracoli”, la cooperativa “Alleanza 3.0”, l’università Lumsa, l’associazione “Promozione e solidarietà”, la cooperativa sociale “Questa città”, l’impresa sociale “Terre solidali” ed il centro di salute mentale della Asl Bt di Trani, quest’ultimo quale ente valutatore del progetto.
«È un progetto importante e ampio, nato grazie a una rete di associazioni che contrasta la dispersione scolastica cercando di raggiungere i ragazzi delle scuole che fanno parte delle fasce più svantaggiate facendo del verde un valore assoluto. Penso all’orto sociale, agli interventi che sono stati fatti nell’area della Asl – ha detto il sindaco, Amedeo Bottaro -. La grande capacità è aver intercettato un finanziamento di 400.000 euro, quindi complimenti a Legambiente e a tutte le associazioni che stanno lavorando in sinergia».
«Il progetto è stato visto con attenzione della Asl perché il Csm è impegnato anche in attività che abbiano l’obiettivo di fare riabilitazione al di fuori delle mura e di favorire la cosiddetta “inclusione sociale” - ha commentato Giuseppe Barrasso, direttore del dipartimento salute della Asl Bt -. Per tanto tempo i nostri pazienti sono stati esclusi dal diritto di cittadinanza il cui confine è il lavoro. L’inclusione vera è quella lavorativa: chi percepisce una semplice pensione, un’indennità, in fondo viene escluso dalla dinamiche sociali. In queste attività c’è stata la possibilità di inserire il Csm non solo come partner attivo, ma anche come ente valutatore».
“Scuola corsara” vedrà protagonista la comunità educativa della città di Trani, in particolare i minori della scuola secondaria di primo e secondo grado e comprende i soggetti appartenenti a particolari categorie svantaggiate, tra cui giovani con disabilità, con gravi disagi, familiari detenuti e immigrati. L’Iiiss “Aldo Moro” di Trani è la sede principale delle attività progettuali, ma “Scuola corsara” punta a coinvolgere, entro i prossimi tre anni, l’intera popolazione scolastica regionale.
La nostra città è stata scelta perché è, tra quelle pugliesi, tra le più vulnerabili per l’alto tasso di studenti che abbandonano prematuramente i percorsi di istruzione e formazione professionale, dove il crescente sviluppo di attrattori turistici contrasta con il disagio economico e culturale delle periferie urbane, dove i servizi sociali sono impegnati a frenare bullismo e devianze.






