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Furti e danni alla Lampara, Procacci (Trani a capo): «Il sindaco deve chiedere scusa, ma è maestro dello scaricabarile»

«Ma il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, conosce il significato della parola “scusa”? Tra le tante inutili parole pronunciate sulla vicenda della Lampara, questa sarebbe stata l’unica davvero appropriata. Perché la verità è che il Comune di Trani, guidato dall’avvocato Bottaro, ha una responsabilità morale nella devastazione di quel locale ed una materiale per i tanti soldi che il Comune ci sta rimettendo». Non usa mezzi termini il portavoce del movimento Trani a capo, Antonio Procacci, per accusare l’amministrazione di un’inerzia sulla vicenda del raid subito dal famoso locale della Dolce Vita tranese.

«Come sempre Bottaro scarica le colpe sugli altri - prosegue Procacci -. Ora scopriamo che la colpa è del dirigente che ha voluto fare la gara, mentre lui voleva fare la transazione. Quindi a Trani comandano i dirigenti? Non ci sembra che in altri casi in cui i dirigenti abbiamo preso posizioni diverse e nette su alcune vicende, l’amministrazione non abbia fatto comunque a modo suo. Basterebbe fare una raccolta delle note dell’ingegner Stasi per trovare conferma a questa mia affermazione. La verità è che a Trani ci sono imprenditori di serie A ed imprenditori di serie B, C e D, e ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie Z. E comunque Bottaro non deve dire, come al solito, le bugie: la gara non è andata deserta e non è vero che nessuno aveva i requisiti, il loro è stato solo un dietrofront politico perché su questa vicenda c’erano due fazioni opposte all’interno della maggioranza (o quel che resta della maggioranza), tra chi voleva la transazione con la cooperativa dei lavoratori della Lampara e chi invece voleva la gara. Ma perché deve sempre prendere in giro i cittadini e non deve dire la verità?».

Sulla vicenda della Lampara, secondo Procacci, servirebbe un’indagine approfondita. «Anche perché qualcuno deve ancora farci capire com’è possibile che a inizio maggio del 2018, senza alcuna gara, siano arrivate al Comune ben sette manifestazioni di interesse a locare l’immobile e tutte le imprese interessante si dicevamo disponibili a sostenere totalmente l’onere della manutenzione straordinaria. Era l’amministrazione delle competenze, ma mi sa tanto che si è trasformata nell’amministrazione delle coincidenze».

«Erano anni - prosegue il portavoce di Trani a capo -, che provavano a togliere la gestione della Lampara alla cooperativa, che pure stava riuscendo a far recuperare al Comune somme che altrimenti sarebbero state del tutto perse: ma vi ricordate che a gennaio 2016, pochi mesi dopo l’elezione di Bottaro, inviarono persino lo sfratto a quei ragazzi? Già allora prendemmo una netta posizione al riguardo».

E ora? «Ora comunque vada sarà una sconfitta - spiega Procacci -. Perché se non chiuderà la transazione con la cooperativa, il Comune perderà i 221.000 che avanzava dal vecchio gestore, oltre a un’altra parte consistente del debito maturato dal vecchio gestore e che la cooperativa aveva già pagato in questi anni e che giustamente vorrà indietro. Per non parlare del fatto che la cooperativa, forte di una transazione praticamente già perfezionata e poi stracciata dal Comune, ha già fatto causa a Palazzo di Città e quasi certamente otterrà un risarcimento danni. Senza parlare del fatto che il Comune ha già perso un anno di fitti e chissà quanti altri mesi perderà prima che il locale venga riaperto. Se il Comune chiuderà invece la transazione, comunque le condizioni non potranno essere le stesse, perché i 280.000 euro stimati per la manutenzione straordinaria, dopo gli ultimi accadimenti, saranno quantomeno raddoppiati. Quindi l’inerzia di Bottaro e le liti nella sua maggioranza hanno già provocato un danno enorme al Comune di Trani e se non faranno la scelta giusta il danno sarà ancora più ingente. Ma lui si sente molto poco responsabile. Come sempre. Un maestro dello scaricabarile».

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