«C'è tanta amarezza di fronte a episodi come questo, contro un locale simbolo della città, ma ci stavamo già muovendo per riaprirlo e, oggi più che mai, la nostra intenzione è riaprirlo quanto prima».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, con riferimento all'incursione dei ladri, l'altra mattina, all'interno della Lampara, trasformato da gioiello della «dolce vita» a luogo di totale devastazione. Il paradosso è che, proprio nella stessa mattina in cui ladri ripulivano il locale, il primo cittadino scriveva ai suoi dirigenti: «Avevo formulato, prima ancora di sapere dell'episodio - fa sapere Bottaro - un atto di indirizzo agli uffici per definire la vicenda Lampara a seguito della gara andata deserta. Gli uffici, adesso, stanno valutando se ripubblicare eventualmente la gara o, piuttosto, riaprire formalmente la trattativa con la cooperativa che gestiva il locale fino all'anno scorso».
Il sindaco dichiara di non parteggiare per l'una o l'altra soluzione, «ma quello che è importante - chiarisce - è procedere rapidamente, per donare nuovamente alla città il suo locale storico. La settimana prossima il dirigente mi trasmetterà la sua istruttoria, dalla quale scaturirà la strada da seguire. Non entrerò nel merito delle scelte, ma gli ho solo rappresentato l'esigenza che si faccia presto».
Peraltro, dopo quanto accaduto, il locale ha fortemente perso di valore e, sicuramente, l'aspetto economico della vicenda cambia, e non poco. «Proprio per questo - anticipa il sindaco - il dirigente stesso ha chiesto di effettuare un ulteriore sopralluogo sono per verificare le condizioni dell'immobile ed assumere le relative decisioni».
Cosa risponde Bottaro, infine, a chi afferma che questo è un disastro annunciato a causa della lentocrazia? Quanto si sente responsabile dei troppi mesi di inattività della Lampara, che ha così prestato il fianco ai criminali? «In questa vicenda mi sento molto poco responsabile - risponde - sia perché è notorio che la mia posizione era di definire la vicenda transattivamente. Poi il dirigente emanò la gara, lui è andato via e la gara è andata deserta perché, forse, era stata impostata in modo non tale da rendere l'immobile effettivamente appetibile a soggetti che offrissero le migliori garanzie. Per questo, a maggior ragione - conclude Bottaro -, oggi dobbiamo voltare pagina e comprendere quale sia la soluzione migliore, muovendoci presto e con la massima efficienza ed efficacia».

