Giuseppe Pierro, l’imprenditore pugliese più “cliccato” dell’anno, lo conosciamo bene; più volte è stato protagonista di iniziative degne di nota.
Amministratore della Casa Editrice Ad Maiora, azienda editoriale distintasi nel campo giuridico – economico e tecnico.
Nel 2018, Pierro ha vinto due premi importanti: “Dea Ebe”, ricevuto a Canosa di Puglia, e il riconoscimento conferitogli dal Rotary club Canosa «per aver, con determinazione, volontà e coraggio, trasformato un sogno in realtà».
Pierro è un self–made man, un imprenditore che dal basso ha costruito l’azienda AdMaiora, lanciata ormai su tutto il territorio nazionale (con sedi a Trani, Corato, Roma, Trinitapoli) grazie anche a delle efficaci strategie di marketing.
L’anno appena trascorso è stato importantissimo per l’azienda, come ci spiega Pierro stesso in questa intervista.
Perché il 2018 è stato importante per AdMaiora?
Il 2018 è stato un anno ricco di importanti traguardi sia dal punto di vista editoriale che imprenditoriale.
Sono tanti i fattori che hanno contribuito a questo successo. Primo tra questi è l’impegno costante e la dedizione profusa nella mia azienda. Ci siamo affermati a tutti gli effetti sul territorio nazionale e per fortuna anche la Puglia si è accorta di essere culla di questa eccellenza. A proposito devo ringraziare tre donne, il mio addetto stampa Francesca Rodolfo giornalista di Telenorba, la quale mi offre il suo contributo in ambito della comunicazione, la mia amica Adriana Volpe madrina di AdMaiora, il cui suo consiglio è sempre indispensabile e l'insostituibile braccio destro Francesca Corraro, responsabile editoriale sia di AdMaiora sia di AdMaiora EnergyTech. AdMaiora EnergyTech è un’altra novità del 2018: una branca editoriale di AdMaiora che pubblica volumi indirizzati a tecnici quali ingegneri, architetti, geometri. La sede è a Corato. Ci lavorano all’incirca 25 dipendenti.
Uno staff composto quindi prevalentemente da donne. Sono loro, in qualche modo, il motore dell’azienda AdMaiora?
Come spesso ho dichiarato, le donne sono il motore della società moderna: madri, mogli e donne in carriera sono queste le donne di AdMaiora, lavoratrici ingamba e mamme premurose a casa. La macchina ce l’ho messa io, ma a muovere gli ingranaggi ci pensano loro.
Ops è un’altra novità del 2018. Di che si tratta?
L’Osservatorio per la famiglia, politiche sociali e sicurezza ha l’obiettivo di condurre delle battaglie giuridico – sociali al fine di migliorare la vita delle persone più deboli. Cyberbullismo, stalking, mobbing, femminicidio, tutela minorile sono tematiche trattate nei primi convegni e pubblicazioni di OPS. A gennaio è stato pubblicato il numero zero della rivista ufficiale dell’osservatorio: “Società e diritto”; ricca di importanti articoli redatti dai soci fondatori, personaggi di rilievo tra cui ricordiamo il Presidente Giuseppe Pierro, la dott.ssa Adriana Volpe, il dott. Domenico Mastrulli, il Prof. Avv. Luigi Viola, il Prof. Avv. Michele Filippelli, l’avv. Giovanni De Luca, l’avv. Mariarosaria Della Corte, la psicologa Allegra Sangiovanni, la dott.ssa Francesca Corraro e la giornalista Francesca Rodolfo. Per visionare la rivista trimestralmente basta iscriversi all’osservatorio.
Quindi lei come imprenditore svolge anche attività filantropiche?
Sì. La nostra casa editrice tende sempre più a distinguersi per quelle che sono le attività extra editoriali e filantropiche con l’organizzazione di convegni su temi sociali e donazioni. Quando ho fondato Ops, ho deciso di chiamare a raccolta persone che avessero un animo nobile come il mio. Abbiamo avviato la “battaglia delle scarpette bianche”, lanciando la controproposta alle scarpette rosse: “una scarpetta bianca per ogni donna salvata dalla violenza”. Il messaggio è stato lanciato nel convegno voluto e organizzato a Palmi dal titolo “Atti persecutori. Tutela e sicurezza della donna”, nell’ambito del quale abbiamo anche presentato il primo volume dell’Osservatorio, "Il mondo persecutorio", del Dott. Domenico Corraro.
Ed è poi stata avviata anche una bella collaborazione con Beppe Convertini, anche lui pugliese doc.
Sì. AdMaiora ha pubblicato il suo libro “I bambini di nessuno”, che è stato presentato alla Feltrinelli Red di Roma alla presenza di importanti figure istituzionali. Il volume è il racconto fotografico delle ultime missioni umanitarie di Beppe Convertini, per “Terre des Hommes”, nei campi profughi siriani ad Aarsal. Il lavoro fatto con Beppe lo considero la naturale evoluzione della linea editoriale di AdMaiora nel sociale. Per la prima volta, a differenza di altri pamphlet con temi sociali che abbiamo divulgato gratuitamente ai nostri clienti, questo libro è in vendita, ma l’intero ricavato andrà interamente in beneficenza all’associazione “Terre des Hommes”.
Qual è il segreto della sua azienda, come è riuscito a diventare un imprenditore di successo?
Sono stato il primo a comprendere che l’innovazione della casa editrice stava nel telemarketing. Poi, ho avviato una politica di “svecchiamento” della casa editrice. AdMaiora è una realtà giovane, dinamica, in continuo aggiornamento grazie alle nostre iniziative sociali ed extra editoriali. Importante è anche il benessere dei miei dipendenti. AdMaiora è l’unica azienda, forse una delle poche nel Sud Italia, che offre servizi di baby-sitting, fitness, zona relax. Io credo nella crescita professionale dei miei dipendenti, inoltre cerco di smorzare i momenti di tensione o delicati sempre con un sorriso.
Quali sono i progetti per il 2019, anno tra l’altro nel quale la casa editrice “diventa maggiorenne”, essendo stata fondata nel 2001?
Stiamo pensando di sviluppare un’altra branca della casa editrice, quella dedicata ai medici: AdMaiora Medical. Per quanto riguarda la sede, anche in questo caso pensiamo a una città pugliese.
La sua esperienza di imprenditore che crede nel benessere dei dipendenti e che punta sulle innovazioni aziendali, per lei che è un uomo dall’animo nobile perché impegnato nel sociale, non sarebbe altrettanto utile alla politica? Ci ha mai pensato?
La politica ce l’ho nel cuore da quando ero ragazzino: sono stato il braccio destro di Pinuccio Tatarella e lo ricordo come uno dei periodi più belli della mia vita. Se ci ho pensato a far politica a Trani? Beh in un certo senso già lo faccio, do lavoro ad un sacco di persone e aiuto in silenzio chi ha bisogno. Trani mi ha dato tanto ed ho ancora voglia di restituire il favore alla Città.
(Articolo pubbliredazionale)







