Era legato alla volontà dei familiari di donare gli organi il ritardo sulle notizie relative al decesso di Michele Mastrapasqua, il 42enne tranese morto a seguito dell'incidente stradale di sabato scorso, quando all'alba, mentre era in bici fu travolto da una vettura sulla strada provinciale Trani-Andria: infatti, al termine della procedura prevista per legge, dal paziente sono stati espiantati cuore, fegato, reni e cornee.
«È stato un coro di sì alla donazione - racconta il dottor Giuseppe Vitobello che ha coordinato le operazioni di prelievo -, pur nel dolore immenso di una perdita cosi violenta: la compagna, il padre, le sorelle e I fratelli hanno espresso il desiderio che venissero donati i suoi organi».
Il cuore è stato prelevato dall'equipe di Bari e, sempre a Bari, sono in corso le operazioni di trapianto.
Il fegato è stato prelevato dall'equipe di Bari ed inviato all'ospedale Cardarelli, di Napoli.
I reni sono stati prelevati dall'equipe di Foggia e inviati all'Umberto I, di Roma, mentre le cornee sono state prelevate dall'equipe dell'oculistica di Andria e inviate alla banca degli occhi di Mestre.
Dall'inizio dell'anno ad oggi sono stati effettuati 12 prelievi di cornee dall'equipe diretta dal dottor Fabio Massari.
«Si è trattato di un prelievo multiorgano - continua Vitobello -, che ha visto la partecipazione dell'anatomia patologica, di tutta l'equipe rianimatoria, diretta dal dottor Nicola Di Venosa, e del blocco operatorio. Sono stati tutti impegnati per l'intera notte per la buona riuscita del prelievo».
«Questo è il più grande atto d'amore che i familiari del signor Mastrapasqua potessero compiere - dice Alessandro Delle Donne, Direttore Generale Asl Bt -. Siamo vicini al loro dolore, di cui possiamo solo immaginare la profondità: hanno dato esempio di grande sensibilità e di amore profondo per la vita».
La dolorosa vicenda di Michele Mastrapasqua richiama così, molto da vicino, quella del 18enne Giuseppe Ruta, morto in Grecia la scorsa estate in un incidente stradale, e dal cui corpo furono altresì prelevati organi che hanno ridato speranza di vita a molti pazienti, sparsi in tutta Italia.
