Sono i solfati l'unico metallo che ancora preoccupa nei campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani. È quanto emerge dall'ultima rilevazione del 2018, realizzata il 17 dicembre dalla Arace laboratori ,di San Severo, per conto di Amiu Spa.
Nel rapporto rilasciato dal responsabile di quel centro, la dottoressa Ersilia Arace, emerge che, in numerosi pozzi a valle della discarica, la presenza dei solfati è superiore ai limiti previsti per legge, ma poi diventa conforme alla luce delle oscillazioni date dal cosiddetto «livello di incertezza».
Per esempio, nel pozzo Cb01, a fronte di un limite di 250 mg per litro, i solfati sono presenti nella misura di 316, ma con margini di tolleranza di 70: così, dunque, il parametro risulta conforme alla legge.
Lo stesso dicasi per il pozzo spia S9, con un valore di 308 contro 250, che rientra nel limite grazie al margine di incertezza di più o meno 68 mg per litro.
Al pozzo spia P10v i soffati sono presenti nella misura di 319 mg per litro contro 250, il margine di tolleranza che li fa rientrare nella norma è di 70. Al pozzo P11v il rapporto è 296 contro 250, con un margine di 65.
Anche al pozzo spia P6v (il più vicino al luogo in cui si verificò l'incidente alla base della chiusura della discarica), dove ormai è da ritenersi superato l'allarme manganese, abbondantemente al di sotto dei 50 microgrammi per litro (16,30 il valore accertato), i solfati sono superiori ai 250 milligrammi per litro e si attestano a 314, con un margine di tolleranza di 69.
Infine al pozzo P2m, che si trova a monte, e dove non sono i solfati ad essere oggetto di particolare attenzione, il nichel si mantiene con fatica entro il limite previsto dei 20 microgrammi per litro, chiudendo a 19,69.
Nel frattempo, con riferimento a quanto rilasciato sulle proprie pagine e profili Facebook da alcuni esponenti politici, in merito alla presunta presenza di percolato tracimante in discarica, con interessamento della falda, l'Amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci precisa che «l'area sottostante il luogo ove ha sede il ruscellamento dell'acqua proveniente dalle coperture del primo e secondo lotto è completamente impermeabilizzata: pertanto, non sussistono ragioni di preoccupazione per la pubblica incolumità e la salute pubblica».
Con l'occasione, Nacci comunica «la massima disponibilità ad un confronto all'insegna della trasparenza ed orientato esclusivamente al pubblico interesse. Ben venga, in tal senso, l'attenzione posta nei riguardi delle tematiche ambientali relativa alle competenze dell'azienda. È tuttavia fondamentale che ognuno dei soggetti in causa, in base al proprio ruolo, eserciti le rispettive funzioni evitando strumentalizzazioni».
Il rappresentante legale di Amiu chiarisce che, «trattandosi di una materia complessa come quella ambientale, su cui vi è, a giusta ragione, una altissima sensibilità da parte dell'opinione pubblica, c'è il rischio di dare luogo ad un procurato allarme o, quanto meno, creare facili quanto inutili allarmismi».
Pertanto, «per favorire una piena condivisione degli obiettivi di salvaguardia della pubblica incolumità e di tutela dell'ambiente e salute pubblica, ribadisco - sottolinea Nacci - la piena disponibilità a rendere accessibile il sito della discarica a tutti i soggetti interessati per sopralluoghi tecnici, utili a chiarire qualsiasi dubbio o perplessità. Ciò, anche, al fine di evitare che siano impropriamente utilizzate specifiche apparecchiature come i droni, per le quali, come è noto, diventano fondamentali il rispetto e l'osservanza di una specifica e stringente normativa».

