A partire dal 14 febbraio 2017, ogni cittadino di Trani può formalizzare la volontà di donare organi, tessuti, cellule, in occasione del rinnovo del documento d’identità, sottoscrivendo la relativa dichiarazione su un modulo predisposto dagli uffici comunali. Quel giorno, il primo cittadino a esprimere la propria volontà fu il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro. Per presentare l’iniziativa, “Una scelta in comune”, fu scelta la data del 14 febbraio, giorno della festa degli innamorati, San Valentino, perché «la donazione – fu detto - è un gesto d’amore».
Lo sanno bene, per esempio, i parenti di tre giovani deceduti a seguito di incidente stradale: Claudio Pomarico, Giuseppe Ruta, Michele Mastrapasqua.
Alla data del 13 febbraio 2019, i donatori a Trani risultano essere già 152, secondo le dichiarazioni di volontà registrate nel Sit, Sistema informativo trapianti, consultabile in tempo reale e che contiene sia le dichiarazioni rilasciate dalla Asl, dagli uffici anagrafe dei Comuni che hanno aderito al progetto “Una scelta in comune”, dall’Aido, Associazione italiana donatori di organi, tessuti e cellule. Ventisei sono invece i cittadini che si sono opposti.
“Una scelta in Comune” è un progetto voluto da Ministero della salute, dal Centro nazionale trapianti e dall’Anci e che vede l’Aido come partner. L’Umbria è stata la regione pilota nel 2012, poi dall’agosto dell’anno successivo l’iniziativa è stata aperta a tutti i comuni italiani.
L’Italia è uno dei Paesi europei in cui si dona di più, nonostante non ci sia la legge del cosidetto “silenzio – assenso”, diversamente, per esempio, da Spagna e Francia, dove si è tutti donatori per legge, salvo un chiaro rifiuto da inserire in un apposito registro.
Perché donare? Lo ha scritto Giovanni, qualche settimana fa, commentando sul nostro forum la notizia della scelta fatta dai familiari di Mastrapasqua di donare gli organi del proprio caro: «Anche se non ti conoscevo, grazie, grazie di cuore Michele a nome di tutti i trapiantati d'organo. Lo scrivo da due volte trapiantato di rene e salvato altrettante volte dalla croce della dialisi. Ricicliamo i nostri organi se la vita dovesse riservarci sorprese o se possiamo vivere bene rinunciando ad un pezzo dei nostri organi, donandolo. Non pensate solo al vostro “benessere”, ogni tanto pensate anche alla vita degli altri».
Federica G. Porcelli

