«Tutti sanno che quello che si è deciso a Trani lo abbiamo concordato anche con il sindaco di Trani. Poi è chiaro che ogni tanto qualcuno, per ragioni puramente elettorali, si fa una passeggiata in piazza. Ma devo dire che non è gradevole fare degli accordi con sindaci e consiglieri regionali, e poi ritrovarseli sempre dall'altra parte».
Così il presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, intervistato a Barletta in occasione della presentazione di nuovi servizi presso l'ospedale Dimiccoli. Il governatore, rispondendo ad una precisa domanda relativa alla manifestazione di protesta di domenica scorsa a Trani, cui ha preso parte il sindaco, Amedeo Bottaro, ha replicato manifestando platealmente di non avere gradito l'iniziativa.
«Bisogna capire - spiega Emiliano - che, se dobbiamo fare il piano di riordino per fare le assunzioni, è chiaro che tanti ospedali non li reggiamo: gli ospedali di Barletta e Andria serviranno tutta l'area. Qualcuno dice che "mio figlio non nascerà a Trani"? Ho capito, ma abbiamo le leggi sulla identificazione del luogo di nascita, mentre non possiamo fare un ospedale per ogni città perché si possa avere sulla carta d'identità un luogo di nascita, anziché un altro».
Il direttore generale della Asl Bt, Alessandro Delle Donne, fa sapere a sua volta che «il Pronto soccorso di Trani è stato già normato oltre cinque anni fa con il trattamento dei codici gialli e rossi. Quando dietro non c'è più un ospedale, tenere in piedi un Pronto soccorso significa mettere a rischio e repentaglio la vita delle persone. Noi, dunque, eseguendo le linee guida nazionali, lo abbiamo trasformato predisponendo una ramificazione del 118 che prende in carico il paziente nella maniera più veloce ed efficace possibile. Nel giro di pochissimi minuti questi pazienti possano essere tranquillamente spostati e presi in carico negli ospedali di Barletta, Andria e Bisceglie o, nei casi ancora più gravi, Bari».
«Caro presidente Emiliano, non è mia abitudine fare passeggiate in piazza per fini elettorali - è la risposta del sindaco, Amedeo Bottaro -, e non è quello che ho fatto domenica mattina. Spiace sentirmelo dire da chi per tanti anni, peraltro in modo egregio, ha fatto il sindaco di Bari. Ma io sono il sindaco di questa città, ed un sindaco ha il compito di ascoltare la gente e recepirne i malumori. Non siamo quelli che stanno tradendo un accordo: al contrario, noi siamo quelli che chiedono il rispetto di quell'accordo, stabilito per garantire un sistema di emergenza-urgenza degna di una città come Trani, un capoluogo di provincia che d'estate arriva addirittura a contare 100.000 abitanti. Non abbiamo intenzione di fare alcun passo indietro: chiediamo la tutela del diritto alla salute in una città che merita rispetto».
Oggi la controreplica di Emiliano: «L’ospedale di Trani è stato chiuso prima che io diventassi presidente. Sto provando a riaprire tutti i suoi servizi principali, esclusi i posti letto. E siamo molto avanti. Fare manifestazioni contro la chiusura adesso è una presa in giro della cittadinanza ed una slealtà nei miei confronti, che sto provando a restituire a Trani i servizi sanitari necessari. Sono basito dall’ipocrisia che vedo e sento».

