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Carcere di Trani, il Sappe chiede di chiudere la sezione blu: «È una offesa ai diritti umani»

Da tempo il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, sta sollecitando l’amministrazione penitenziaria ad eliminare la vergogna della sezione blu del carcere di Trani. Purtroppo l’amministrazione penitenziaria invece di intervenire in maniera massiccia chiudendo la sezione incriminata per ristrutturarla, ha lasciato incancrenire una situazione che ormai è giunta al capolinea. Hanno speso più di una decina di milioni di euro per la nuova sezione detentiva e nemmeno un centesimo per un posto infernale.

Il Sappe ritiene che oltre alle parole debbano essere le immagini a documentare lo scandalo del lager della sezione blu del carcere di Trani, ove a tutt’oggi  è ospitata  la stragrande  maggioranza dei detenuti presenti, 209 a fronte di una capienza totale di 336 detenuti.

È inaccettabile che nel 2019, in un Paese che si ritiene civile come l’Italia, nella sezione blu del carcere di Trani, ci sia una situazione igienica sanitaria da terzo mondo, ove i detenuti  giornalmente vengono offesi nella  loro dignità di esseri umani, ed i poliziotti costretti a lavorare in condizioni assurde.

Dove sono i presunti difensori dei diritti umani quali “Antigone” o gli onorevoli Bernardini  e Manconi?

È possibile che a tutt’oggi si debbano costringere dei detenuti a fare i loro bisogni  orporali senza alcuna privacy nella stessa stanza dove mangiano, dormono e passano tutta la maggior parte della loro giornata, peggio degli animali?

La sezione blu di Trani negli anni Settanta fu concepita per ospitare i Brigatisti Rossi, i grandi  delinquenti nazionali, i macellai delle carceri, ma da allora nessun lavoro di ristrutturazione è mai stato eseguito,  nonostante gli ospiti ora siano solo  detenuti per reati comuni.

Anche i poliziotti penitenziari sono costretti a lavorare in questi ambienti fatiscenti, sporchi, freddi, con i muri rigonfi di muffa o acqua che filtra da ogni dove, con sale docce senza igiene e privacy, senza videosorveglianza ed acqua calda.

Chiediamo al Presidente della Regione, al Presidente della Provincia ed al sindaco di Trani,  di visitare insieme a noi la sezione blu del carcere di Trani, per rendersi conto di persona di questo scandalo che offende qualsiasi diritto umano.

D’altra parte, sempre a Trani, l’amministrazione penitenziaria tiene nascosta questa vergogna, facendo visitare ai visitatori  illustri la sezione Italia che è dotata di qualche comfort.

Da quasi un anno è senatrice della repubblica la dottoressa  Piarulli che quando era a capo del carcere tranese  si lamentava della situazione della sezione blu; ora che avrebbe potuto fare molto sia per i detenuti che per i poliziotti penitenziari, anche perché il Ministro è del suo stesso movimento, si è completamente dimenticata del penitenziario di via Andria.

Il Sappe chiede perciò  che la  sezione blu di Trani venga chiusa immediatamente con le  con le buone oppure con le cattive, anche attraverso l’intervento delle autorità sanitarie o del sindaco di Trani, quale autorità  sanitaria locale, cosa peraltro fatta in passato dal sindaco di  Pordenone che d’imperio chiuse il carcere della sua città, per le cattive condizioni igienico-sanitarie.

Se ciò non avverrà, non si fermeranno le proteste del Sappe in rappresentanza  dei poliziotti  sia presso le sedi competenti nazionali che presso gli organismi internazionali dei diritti umani, nonché presso la magistratura  ordinaria   che dovrà  accertare le continue violazioni di legge in materia sicurezza ed igiene sul posto di lavoro.

Invitiamo infine la senatrice 5 stelle a battere un colpo e  ricordarsi di tutto quello ha detto per anni, ma che poi ha dimenticato una volta presa la poltrona.

Il segretario nazionale Sappe – Federico Pilagatti

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