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Fondaco dei Longobardi, il Comune di Trani paga la sua quota di danni e confida di riaprirlo. Bottaro: «Presto un bando»

«Il Comune di Trani è fortemente interessato a riaprire quanto prima il Fondaco dei Longobardi. Contiamo di emanare, quanto prima, un bando per la valorizzazione del sito ricevendo manifestazioni di interesse da parte di soggetti che potrebbero, anche, occupare i locali di nostra proprietà e presentare progetti per rendere quel luogo un punto di riferimento aperto tutti, anziché chiuso e nel condizioni di degrado in cui si trova oggi».

Così il sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani dalla transazione del Comune con uno dei proprietari degli immobili che insistono sul passaggio che collega piazza Longobardi con il porto. Un accordo sottoscritto proprio nella prospettiva che sia assicurato il passaggio perenne tra i due siti precedentemente citate.

Lo si evince, peraltro, proprio dalla delibera con cui il consiglio comunale ha riconosciuto un debito fuori bilancio, di 32.294 euro, in favore dell'avvocato Alfonso Spaccapietra a beneficio del quale il Giudice onorario del Tribunale di Trani aveva emanato una sentenza, notificata Comune di Trani l'8 febbraio 2018, con la quale dichiarava la responsabilità dell'ente, della Casa di riposo Vittorio Emanuele II e di altri proprietari di locali ivi esistenti, per avere causato danni ingenti alla proprietà ereditata da sua madre, sita proprio in piazza Longobardi 7.

Il responsabile dell'Ufficio legale del comune, l'avvocato Michele Capurso, aveva chiesto al collega Spaccapietra, «unico ad avere notificato la sentenza del Tribunale di Trani in forma esecutiva - si legge nel provvedimento -, la disponibilità a contenere le proprie pretese nella misura riveniente dalla quota di proprietà del Comune».

E così Spaccapietra, «dopo una prima risposta negativa - si legge ancora in delibera -, in cui aveva richiesto il pagamento dell'intero credito, quantificato in 66.000 ha poi acconsentito a ridefinire la questione con il pagamento della somma di 30.000 euro, a titolo di sorte capitale, interessi e spese legali, cui si è aggiunto un importo di 2.294 euro, calcolato per le spese di registrazione della sentenza.

Il Comune di Trani, dunque ha chiuso la partita giudiziaria spendendo meno di quanto preteso dalla controparte, con la prospettiva non tanto - e non solo - di chiudere il contenzioso, quanto piuttosto aprire quel passaggio pedonale.

Quando il Fondaco era transitabile, piazza Longobardi, che era ancora "piazza del pesce" era molto frequentata dai per la facilità con cui era raggiungibile anche dal porto. Oggi non vi è più il mercato ittico, ma locali che lavorano con profitto e, dall'altra parte, un porto che resta sempre il luogo maggiormente frequentato della città. Di conseguenza, un fondaco aperto, ed adeguatamente valorizzato, cambierebbe decisamente in meglio le prospettive di entrambi i luoghi.

Per la cronaca, l'azienda servizi alla persona Vittorio Emanuele II, proprietaria di un immobile in quel sito, era prossima ad alienarlo durante la gestione del commissario uscente Salvatore Zingarelli. Da poco, al suo posto, si è insediata l'avvocato Anna Curci, cui spetterà il compito di proseguire su quella linea o, eventualmente, compiere altre valutazioni.

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