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Inps «blindata» a Trani per altri quattro anni: rinnovato il contratto della sede fino al 31 ottobre 2022

Adesso è veramente ufficiale: l'Inps non solo non lascia Trani, ma vi resterà sicuramente fino al 31 ottobre 2022. Lo si evince dal rinnovo della concessione in uso da parte del Comune di Trani, in favore dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, di una porzione di Palazzo di Città utile all'espletamento delle funzioni di sportello per le città di Trani e Bisceglie.

Il primo contratto, quadriennale, era partito il 1mo novembre 2014. Il secondo, della stessa durata, è partito dalla stessa data del 2018.

L'immobile, precedentemente utilizzato dalla Polizia, ha un'estensione di 422 metri quadrati, per i quali l'Inps versa un canone mensile di 1596,45 euro, con conseguente canone annuale pari a 19.157,40 euro. Tali somme venivano sottoposte al parere di congruità dell'Agenzia del Demanio, rilasciato ufficialmente il 23 settembre 2015, confermando quegli importi, rimasti invariati nel nuovo contratto.

Oltre il canone, saranno a carico del concessionario tutti gli oneri accessori: spese per la fornitura di elettricità, acqua, gas, smaltimento rifiuti; costi sicurezza e vigilanza; manutenzione degli impianti non divisibili.

L'Inps, inoltre, rimborserà al Comune, dietro presentazione di idonea documentazione contabile amministrativa, una quota percentuale delle spese sostenute per la Tari, in base ai metri quadri complessivi concessi in uso all'istituto.

All'Inps spetta anche la manutenzione ordinaria per la funzionalità dell'ufficio e, alla scadenza del contratto, tutte le migliorie apportate saranno acquisite al patrimonio comunale a costo zero, e senza alcuna possibilità di rivendicazione di diritti da parte del concessionario, che si assume anche la responsabilità per danni a persone e cose.

Il ventilato addio dell'Inps da Trani si era fondato sul presunto, mancato rispetto di alcuni parametri: il numero dei dipendenti, che sarebbero dovuti essere dieci mentre a Trani ce ne erano otto; la distanza troppo breve dalla sede centrale di Andria, ma qui, il parametro era più soggettivo poiché lo spazio tra una sede e l'altra viene calcolato in tempo - mezz'ora - e non in chilometri.

I due problemi sono stati chiariti e sanati mentre l'altro dei requisiti previsti, vale a dire servire un bacino di almeno 50.000 abitanti, era già coperto: infatti, Trani ha giurisdizione anche su Bisceglie e, di conseguenza, ha una platea di 120.000 utenti.

«Il piano di decentramento delle agenzie Inps non prevede la chiusura delle strutture nel territorio - aveva chiarito lo scorso il direttore regionale, Maria Sciarrino -, ma il loro mantenimento nell'ottica di assicurare costantemente il presidio dei servizi a favore dei cittadini».

Il dirigente, peraltro, auspicava un incontro a breve con il sindaco, Amedeo Bottaro, anche in prospettiva della riconferma e prolungamento della locazione dei locali comunali da parte dell'istituto previdenziale: avvenuta questa, il problema sembra definitivamente risolto.


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