In occasione della Giornata internazionale della donna, pubblichiamo una poesia di Filippo Ungaro, in ricordo della compianta moglie Romy Dell'Omo.
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Quell’amore spezzato
Tenero ungermoglio dal nembo è deriso,
percrudele folata in fragile stelo reciso,
mentre cupo l’etere immenso s’imbruna
e nel notturno celeste si sbianca la luna.
Così, di repente travolta da cieco destino,
più non vedesti, ahimé,il novo mattino:
dell’ultimo addio ansimando nel pallore,
bellissima t’involasti con il tuo candore.
Veloci oggi se ne vanno gli amari giorni,
dello spezzato amorenostro disadorni,
inconsolati, uggiosi e grevi con irruenza,
freddi, silenti e solitari per tua assenza.
La nostra vita passata non è stata vana,
è la stessa di prima, non mi sei lontana:
pur sopita, o Romy, batte il tuo cuore,
dalla gloria sempiterno reso del Signore.
Un “tuo” Angelo in terra spesso si posa,
mi dice che presto la tua grazia ascosa
rifiorire vedrò, come le mimose indorate,
all’alba di uno splendido giorno, rinate!
Filippo Ungaro

