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Consiglio comunale di Trani, approvate le aliquote Imu e Tasi. Ma manca il numero legale: saltano Pef e diminuzione Tari

Il capogruppo del Pd, De Laurentis, chiede e ottiene l’anticipazione dei punti 5,6 e 7 dell’ordine del giorno, cioè l’approvazione delle aliquote Imu, Tasi e dell’addizionale comunale sul reddito delle persone fisiche per l’anno di imposta 2019.

Punto 3 (ex 5). Imposta unica comunale, Iuc – approvazione aliquote Imu – Anno 2019. Lignola. «Non c’è nessuna variazione, vengono confermate le aliquote Imu già esistenti». Diversi consiglieri di minoranza e di maggioranza hanno parlato del ricalcolo dell’imposta sui piccoli terreni agricoli, i cui proprietari non possono chiedere lo stato di coltivatori diretti. Barresi ribadisce quanto affidato ad un comunicato questa mattina. Per replica, Lignola. «Le aliquote e i valori dei terreni edificabili sono due cose diverse. I valori dei terreni sono di riferimento, ma posso dichiarare un valore inferiore, motivarlo e andare di fronte alla commissione tributaria. Negli ultimi tre anni, i ricorsi tributari fatti dall’ufficio tributi sono stati quasi tutti vincenti per il Comune. Stiamo facendo accertamenti e mediazioni, che prima in questo Comune non si facevano».

Punto 4. Imposta Unica Comunale (IUC). Approvazione aliquote TASI – Anno 2019. Provvedimento approvato.

Punto 5. Determinazione aliquota dell’addizionale comunale sul reddito delle persone fisiche per l’anno di imposta 2019. Conferma aliquote.  Lignola. «Si è richiesto di applicare a Trani un’aliquota proporzionale, a Trani lo è già, la volontà è l’aliquota di progressività per scaglioni: si paga in base al proprio reddito. Chi ha un reddito maggiore, pagherà l’imposta maggiore. la strutturazione dell’aliquota progressiva deve seguire quelli dell’Irpef. A Trani vige l’esenzione per i redditi fino a 7.000 euro, che sono il 40 % dei contribuenti, quindi abbiamo un’esenzione elevata».

De Laurentis ha proposto degli emendamenti chiedendo un’ulteriore riduzione, uno dei quali ritirato. Un terzo emendamento è a firma dei componenti di tutta la commissione finanziaria: Barresi, De Laurentis, Avantario, Di Lernia.

Bottaro. «Io lezioni di buona amministrazione, con riferimento ai tagli delle spese, non li prendo dall’opposizione, perché i miei bilanci sono lacrime e sangue e i responsabili non sono la mia amministrazione. Ho amministrato senza un euro. Sono scomparsi i telefonini dei vecchi amministratori, missioni, spese di rappresentanza, automobili, per anche un milione di euro di tagli. Tutti vorrebbero diminuire le tasse, la riduzione della Tari già è un fatto epocale, ma il nostro bilancio si regge solo sulle entrate, quelle reali perché facciamo la lotta contro l’evasione, ma sono processi lunghi e difficili. A Trani si spendono 118 milioni di euro per scommesse, gratta e vinci, noi per 10 euro l’anno dobbiamo continuare a tagliare? Dobbiamo fare tagli su tagli, nello schema di bilancio approvato in giunta una parte della spesa è retta dagli oneri di urbanizzazione. Le fasce più deboli si aiutano aumentando il capitale dei servizi sociali. Vi invito ad essere concreti e non raccontare barzellette ai cittadini».

Tomasicchio. «Non sono stati ancora incassati i 400.000 euro l’anno per le lampade votive. La darsena non guadagna niente, le barche sono scappate da Trani. Potremmo farle fruttare milioni di euro. Non fate niente per i parcometri. L’Amiu buttava i soldi per l’emungimento del percolato. Gara all’Amet da 800.000 euro con commissioni senza esperti nel settore. A tutte queste contestazioni non avete mai risposto».

Ci sono stati degli emendamenti. Nigro. «Questi numeri sono frutto di ciò che dice il legislatore. A questo punto va ritirato lo schema di bilancio, e va rifatto il Dup, quindi approvati con l’emendamento che fa venire meno 600.000 euro circa di bilancio in entrata. Credo si dovrà ritirare Dup e bilancio facendo riaprire le procedure».

De Laurentis. «Viene approvata la progressività delle aliquote Irpef. Mi auguro una diminuzione anche per i prossimi anni».

Briguglio ha chiesto l’azzeramento della giunta comunale.

L’intero provvedimento, così come emendato, è stato poi votato. Presenti in aula: Tomasicchio, Avantario, Cormio, Marinaro, De Laurentis, Nenna, Barresi, Tolomeo, Loconte, Cirillo, Di Lernia, De Toma, Lima, Procacci, Cinquepalmi, 15 consiglieri. Non raggiunto il numero legale. L’appello si rifarà alle 00.35, quando risultano presenti solo 14 consiglieri.

Non si sono discussi, dunque, né il Pef né la riduzione della Tari e un debito fuori bilancio che ormai si trascina da tempo. L’assise si riunirà in seconda convocazione sabato 30 marzo alle 18.


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