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Trani, presentato il Registro tumori della Asl Bt: la maggiore causa, il fumo

È stato presentato questa mattina, a palazzo san Giorgio, il Registro tumori 2019 della Asl Bt.

È la quarta edizione del Registro: i dati raccolti e analizzati si riferiscono a oltre 20.800 casi di tumore maligno diagnosticati nella popolazione Bat dal 2006 al 2014. Il Rapporto presenta un quadro completo di tutte le stime riguardanti 24 sedi tumorali a cui si aggiungono 3 schede dedicate all'insieme di tutti i tumori distinti per genere e ai tumori infantili (0-14 anni).

Gli indicatori presentati sono relativi alla diffusione, alla mortalità, alla sopravvivenza e alla prevalenza. 

Così Giovanni Gorgoni, Direttore Aress, Agenzia Regionale sanità: «Per me è riavvolgere il nastro, perché il registro tumori è stata una delle mie iniziative da direttore generale Asl Bt, adesso abbiamo tutti i registri delle Asl. Quello Bt è uno dei più aggiornati di Puglia, uno così aggiornato ce l’ha solo Taranto. È uno dei pochissimi in Italia che indica il numero di pazienti vivi che hanno una condizione patologica, una prevalenza a vari anni che può essere letta sotto vari lenti. C’è una lunga sopravvivenza costante cronica, si vive con il cancro ma una qualità di vita anche soddisfacente, non chemioterapici ma a target biologico. La questione del cancro si porta dietro un aspetto psicologico, si parla di “oncofobia”, di allarme cancro». Le maggiori cause di cancro si ritrovano nello stile di vita quotidiano: «Quello che mangiamo, il fumo di sigaretta, l’inquinamento automobilistico. Ammalarsi è il prezzo che si paga in una concezione distorta e travisata dello sviluppo. E poi ci sono le cause aggiuntive: l’inquinamento industriale, una delinquenziale gestione dei rifiuti, ma sono una parte residuale».

Così Alessandro Delle Donne, direttore generale Asl Bt: «È la quarta edizione di un lavoro complesso, fatto con un elevato valore scientifico. Si va perfezionando il sistema di studio dell’analisi di questa incidenza della morbidità e mortalità dell’oncologia. Emerge un dato rassicurante se lo confrontiamo con il resto della Regione e dell’Italia. Lo studio è interessante perché abbiamo settato la popolazione secondo diversi livelli: 0-2 anni dalla scoperta della patologia, quindi dalla diagnosi; da 0 a 5 anni; da 0 a 9 anni. Abbiamo un aumento di casi da 0 a 5 anni, che significa che una buona parte della popolazione è vicina alla guarigione. L’80 % della popolazione supera i 5 e i 9 anni, questo ci fa guardare con fiducia al futuro. Il risultato è da affidare soprattutto alla diagnosi precoce, che è fondamentale, uno strumento importantissimo». Nella Asl Bt è stato istituito il Centro di orientamento oncologico, che fa già una prima diagnosi ai pazienti e li indirizza verso i setting assistenziali più appropriati. «Da parte nostra è molto importante che ognuno di noi faccia il proprio dovere – prosegue Delle Donne -. Chi si avvicina a una certa fascia d’età, deve sapere che deve fare delle visite. In questo modo possiamo valorizzare lo sforzo della Asl, con la responsabilizzazione della popolazione verso il monitoraggio della salute dei cittadini».

Il direttore della struttura organizzativa del Registro è il dottor Enzo Coviello: «La dimensione del Registro è da una parte la raccolta dei casi incidenti, quindi le nuove diagnosi, poi del periodo in cui queste sono in osservazione. Noi diciamo quante persone sono decedute e quante sono viventi. I ruoli che hanno i fattori di rischio sono diversi a seconda delle neoplasie. Nella Asl Bt, c’è una situazione di relativo vantaggio: l’incidenza dei tumori è un po’ più bassa rispetto alla media italiana. Nel complesso, i fattori di rischio stanno riducendo il loro impatto sulla popolazione, ma è un bilancio molto relativo perché i casi vanno guardati sede per sede, ecco perché il Rapporto è piuttosto corposo».

I dati più confortanti che emergono sono: bassa incidenza complessiva delle neoplasie fumo – correlate soprattutto nelle donne; nettissima caduta del numero di casi di tumori nel fegato, in eccesso nel nostro territorio ma in diminuzione. Il dato meno confortante è quello relativo ai tumori al seno. Ci sono 128 casi di tumori infantili, ma sono un fenomeno più raro.

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