Qualcuno ci chiede perché a 75 anni dalla Liberazione dal nazifascismo è necessario avere associazioni come l’ANPI o continuare a parlare di Partigiani, crediamo che bastino poche parole come queste: «A volte, quando c’è silenzio, risento tutti i rumori. Il latrare del cane, le loro risate, gli sputi, la porta che si apre e la porta che si chiude, lo sfrigolare del fiammifero, il clic dell’interruttore, il tonfo delle percosse, la radio accesa per nascondere le urla e i pianti. Mi hanno torturata a Villa Cucchi. Ero una partigiana. Una donna in mano a dei vigliacchi. Ci sono stata 90 giorni. Ore e ore di violenze. Senza pudore. Un dolore senza fine. Ma io non ho parlato.Ricordatevi di noi quando passate davanti alla Villa per andare a prendere la corriera. Di noi, donne e uomini che hanno detto “No” con il dolore attaccato ai denti delle nostre bocche straziate. Il vostro ricordo è la loro condanna. Una condanna che li accompagnerà per sempre. Una condanna che non si cancella». Tina Boniburini, 1945
Perchè in una Italia dove la vigliaccheria è al potere, dove si urla verso i più deboli identificandoli come la causa di tutti i problemi e nel silenzio si tutelano i prepotenti, è necessario ricordare che non siamo stati sempre e tutti così, che uomini e donne umili hanno avuto il Coraggio della Ribellione, che pur di difendere il loro Onore e gli alti ideali di Libertà e Solidarietà, hanno subito torture, umiliazioni di ogni genere, ma non hanno rinnegato, non hanno tradito, a costo della loro vita.
Nella giornata del 25 Aprile vi invitiamo a partecipare alle seguenti attività:
-alle ore 10, via Domenico Di Terlizzi: deposizione di una corona alla lapide del partigiano Domenico Di Terlizzi, trucidato davanti alla moglie a 24 anni;
-ore 10.30 villa comunale, monumento ai Caduti: Alzabandiera, onore ai Caduti, deposizione corona;
-ore 11.30 in Piazza della Repubblica presso il Gazebo dell’ANPI;
-ore 18.30 via Calatafimi 89 proiezione del cortometraggio “Mi chiamo Emidio Mastrodomenico e sono un Partigiano” realizzato dagli studenti dell’Istituto Michele Dell'Aquila di San Ferdinando di Puglia, in cui si ricordano gli eventi del 10 agosto 1944 in cui Emidio Mastrodomenico fu prelevato e condotto a Piazzale Loreto, dove, insieme ad Andrea Esposito (originario di Trani) e ad altri 13 partigiani e antifascisti, venne fucilato da un plotone di esecuzione composto da militi della legione Ettore Muti.
