È stato soprattutto un appassionato ricordo di Pino Daniele, l’incontro “Nero a metà, genesi di un capolavoro”, che si è tenuto presso la sala d’attesa del laboratorio di medicina narrativa del dottor Turturo. Vi hanno partecipato Gigi De Rienzo, bassista, Ernesto Vitolo, tastierista, Agostino Marangolo, batterista. I tre musicisti hanno contributo alla fortuna di quell’album di Pino Daniele, “Nero a metà”, pubblicato nel 1980, un unicum nel panorama musicale perché alla canzone napoletana Pino Daniele aggiunse le sonorità blues e della musica afro. Non a caso l’album è dedicato a Mario Musella, “nero a metà”, come molti figli della guerra (tra i quali James Senese, che in quell’album suona il sax), figlio di madre napoletana e di padre americano, il cui sound ha influenzato Pino Daniele.
Ha moderato l’incontro il giornalista Livio Costarella, che ha proprio ricordato come «in Italia, in quel periodo, non ci fossero il rock progressive e la new vawe, molto apprezzati invece all’estero». È stato merito di Pino Daniele, secondo De Rienzo e Vitolo, se questo genere di musica è entrato in Italia e ha acquistato una certa dignità. «Io avevo 26 anni quando abbiamo provato quel disco, in una discoteca sotto un hotel di Sulmona – ha raccontato Marangolo -. Non ci rendevamo conto della bellezza di quell’album». I riconoscimenti sono arrivati tardivi ma, a distanza di quasi 40 anni, si parla ancora di quell'album.
"Nero a metà, genesi di un capolavoro", è stato uno degli incontri organizzati dal dottor Turturo nell’ambito della “medicina narrativa”, cioè una metodologia d’intervento clinico basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato, la cosiddetta storia di cura. La musica è usata nell’ambito della “medical humanities” perché promuove il benessere della persona, stimola l’esplorazione dell'ambiente, favorisce il contatto e la relazione interpersonale combattendo la solitudine, instaura relazioni positive nella cura quotidiana, rafforza identità e motivazione. L’evento è stato patrocinato dall’Assimss, Associazione italiana di medicina e sanità sistemica.
Erano presenti anche il sindaco, Amedeo Bottaro, e il consigliere regionale Domenico Santorsola.








