Verrà discussa anche nella prossima seduta del consiglio comunale di Trani (a questo link, l'ordine del giorno completo) la mozione per iniziativa presso il Governo nazionale a favore di Radio radicale al fine di tutelare lo svolgimento del servizio pubblico offerto, cioè la trasmissione delle sedute del Parlamento, secondo una convenzione firmata nel 1994 tra il Governo e Radio radicale.
Lo scorso 15 aprile il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi, ha annunciato di non voler rinnovare quella convenzione: «Un servizio che Radio Radicale ha svolto per 25 anni senza alcun tipo di valutazione, come l’affidamento con una gara. Nessuno ce l’ha con Radio Radicale né vuole la chiusura».
La convenzione con il Governo, però, è una grossa entrata per la Radio, di 10 milioni di euro l'anno. Radio radicale riceve anche un finanziamento pubblico, come radio di partito, pari a 4 milioni di euro l’anno, senza trasmettere pubblicità. È per questo motivo che rischia la chiusura.
La mozione che verrà portata nel consiglio comunale di Trani ha firma del consigliere Diego Di Tondo, del Pd.
La mozione è stata approvata già nel Consiglio regionale pugliese, con il voto contrario del Movimento 5 stelle. L’assemblea legislativa pugliese ha impegnato il presidente della Regione a farsi parte attiva nei confronti del Governo nazionale e del Ministero per lo sviluppo economico, perché vengano intraprese tutte le iniziative per garantire il rinnovo della convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle sedute parlamentari.
Federica G. Porcelli
