Finanziava il Trani con i soldi del Bari, utilizzando fonti riciclate o auto riciclate. «Mino Giancaspro ha realmente effettuato diversi apporti di denaro nelle casse del Trani», è la tesi portata avanti da Procura di Trani e Guardia di Finanza di Bari nell'indagine «Chiavi della città».
Fra intercettazioni e dati acquisiti figura, fra gli altri, un file Excel da cui emerge che gli apporti economici al Trani, a nome del presidente Michele Amato, per il 2016 risultano pari a 206.000 euro e, per il 2017, a 262.000. Al cognome Amato, tuttavia, segue la sigla Mg, che sta per Mino Giancaspro, plastica raffigurazione del fatto, sempre secondo gli inquirenti, che Amato fosse un prestanome dell'ex presidente del Bari.
