Trani calcio finanziato da Bari calcio e dintorni: in tutto questo, quindi, cosa c'entrerebbe l'amministrazione comunale?
Ebbene, secondo la Procura di Trani, che sosterrà la pubblica accusa nell'indagine «Chiavi della città», «alla base di tutto vi è stata, nel settembre 2016, una espressa richiesta da parte del sindaco, Amedeo Bottaro, a Mino Giancaspro, affinché quest'ultimo intervenisse finanziariamente in favore del Trani calcio, allo specifico fine di evitare il fallimento ed il tracollo della squadra di calcio tanto sul versante sportivo quanto su quello economico finanziario. Per altro, in tale occasione, Bottaro s'era fatto accompagnare da Marcello Danisi, da lui nominato amministratore delegato di Amet, società partecipata al 100 per cento dal Comune».
Danisi (non indagato), barese, è stato il curatore fallimentare del Bari dopo l'addio di Paparesta e prima dell'avvento di Giancaspro.
Da qui si sarebbe aperto il successivo scenario ipotizzato dagli inquirenti, ben più esteso del calcio.
Il dottor Danisi, nel frattempo, pur dando atto della circostanza riportata dalla Procura della Repubblica nel fascicolo, conferma che dopo avere consentito al sindaco di incontrare Giancaspro, non ha più avuto alcun ruolo nelle successive vicende.
«L'incontro - spiega - fu solo finalizzato alla possibilità che alcuni giovani del Bari giocassero nel Trani, che aveva bisogno di rafforzare l'organico. Da lì in avanti non mi sono più occupato di nulla, come è naturale che fosse».
Pertanto, il richiamo alla sua figura nell'inchiesta «Chiavi della città» si conclude esattamente nel momento stesso in cui il suo nome viene evocato per la prima volta.
