Costruire il nuovo stadio in periferia ed edificare palazzi al posto del vecchio, ma tuttora funzionante «Comunale», nel centro della città. Sarebbe questo uno dei progetti, cosiddetti espansionistici, del gruppo Giancaspro, di cui si parla nell'inchiesta «Chiavi della città», condotta da Procura di Trani e Guardia di finanza.
Secondo la pubblica accusa, l'ex presidente del Bari, insieme con i suoi fedelissimi, avrebbe distratto somme della società del capoluogo in favore del Trani calcio, ma, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli obiettivi erano altri e di ben altro spessore.
Il presidente del Trani, Michele Amato ritenuto principale prestanome di Giancaspro nella società di calcio cittadina gestita di fatto da quest'ultimo, riferiva al suo vice, Alberto Altieri, di avere appreso che l'area di via Superga, in cui insiste lo stadio comunale, non è soggetta ad alcun vincolo, il titolo è del Comune di Trani e, pertanto, sarebbe potuta essere oggetto di lottizzazione.
«Mire di carattere immobiliare, per vero - fanno notare gli inquirenti -, costituivano i principali obiettivi dello stesso Giancaspro, che sarebbe stato interessato anche a tale operazione. A suo avviso, la stessa poteva essere realizzata con una permuta che prevedesse la realizzazione di un nuovo stadio, in altra zona della città, in cambio di una concessione trentennale».

