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«Io - la rinascita»: lo spettacolo della Compagnia di Trani «Il giullare» si aggiudica due menzioni speciali al festival «Lì sei vero»

Lo spettacolo «Io - la rinascita», della Compagnia teatrale Il giullare, scritto e diretto da Marco Colonna, si è aggiudicata due menzioni speciali al Festival teatrale «Lì sei vero», che si è tenuto a Monza. Si tratta del premio «Coralità del movimento», per la «precisione nel senso della posizione e della scelta dei tempi scenici per la sincronia e l’armonia che hanno regalato» gli attori, e del premio «Intensità emotiva» per «l’efficacia e l'autenticità di molti quadri scenici dello spettacolo».

La Compagnia teatrale Il giullare si è esibita giovedì 16 maggio, in apertura di un altro prestigioso festival nazionale di teatro e disabilità, che fa il paio con Il giullare, che da dieci anni si tiene in piena estate a Trani, al centro Jobel. «Il giullare» ha fatto scuola e a Monza, da tre anni, dopo essere stati nel recente passato ospiti del festival tranese, hanno a loro volta allestito una manifestazione che, in breve tempo, è diventata anch'essa di rilevanza nazionale.

Della Compagnia teatrale Il giullare fanno parte gli ospiti del centro diurno e casa per la vita della cooperativa Promozione sociale e solidarietà, presso il Centro Jobel. La trasferta a Monza è stata formata, complessivamente di persone, fra attori e addetti ai lavori, ed anche un pubblico di appassionati.

«Io, la rinascita» è il perfezionamento di «Io», già andato in scena l'estate scorsa, al Giullare. Subito dopo la conclusione del festival, Colonna e i suoi attori si sono concentrati sulla prosecuzione ed estensione dell'opera. Per realizzare ciò è servito un anno di lavoro, nel teatro del Jobel, per mettere a punto tutti i dettagli di un lavoro che ha trovato l'apprezzamento della giuria lombarda. Ovviamente lo stesso spettacolo sarà replicato, sempre fuori concorso al Giullare 2019, dal 21 al 28 luglio prossimi.

Lo spettacolo tranese è stato definito, nella presentazione del festival «coinvolgente, spietato e commovente. Un palco con sedie asettiche, occupate da dieci attori protagonisti in tutta la loro nudità. Il minimalismo delle scene viene presto riempito dal flusso di coscienza dei protagonisti, che riempiono lo spazio con le loro espressioni possenti, le tante voci che li posseggono e, soprattutto, il fiume di pensieri e rabbia ingoiati e mai digeriti, che travolgeranno loro stessi ed il pubblico».

Gli attori delle compagnie in concorso, provenienti da tutta Italia, «insegnano a coloro che si approcciano alle persone con disabilità - scrivono i direttori artistici della manifestazione,Enrico Roveris e Daniela Longoni -, che si deve cambiare la percezione e concezione di limite, imparando a riconoscere la bravura e professionalità degli artisti in scena».

Il festival è, quindi, «la formula che abbiamo pensato - fanno sapere gli organizzatori - per documentare fare letteratura e dare visibilità ad un aspetto che non è abbastanza sottolineato, promuovendo sul territorio la cultura del linguaggio dell'espressione teatrale come mezzo educativo, formativo e aggregativo non solo per le persone con disabilità, ma per tutti. Fare teatro diventa occasione per scoprire e recuperare quelle abilità, a prima vista non visibili, ma che abitano in ciascuno di noi: al di là di ogni possibile limite, tutti possono essere, e sono, valore sociale per la comunità».

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