Sono terminati ieri gli interrogatori di garanzia da parte del Gip di Trani, Lucia Anna Altamura, e del pubblico ministero titolare del fascicolo, Silvia Curione, nei confronti degli indagati sottoposti ad ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta «Chiavi della città», che ha condotto in carcere l'ex presidente del Bari, Mino Giancaspro, e vede indagate complessivamente dieci persone.
Quattro di queste, come detto, sono ai domiciliari e, ieri, l'interrogatorio ha riguardato l'ex vice presidente del Trani, Alberto Altieri e, per rogatoria, Emanuele Mosconi, uomo ritenuto molto vicino a Giancaspro nel presunto sodalizio affaristico oggetto dell'indagine.
Altieri, difeso dall'avvocato Amleto Carobello, ha risposto su tutto nell'ambito di un interrogatorio durato quattro ore, all'esito del quale il suo difensore ha chiesto la revoca della misura cautelare.
L'ex vice presidente del Trani ha smentito di essere stato il prestanome di alcuno, chiarendo, al contrario, di essere stato esclusivamente un dirigente della società, peraltro fortemente voluto dal sindaco, Amedeo Bottaro, per avere fatto bene negli anni precedenti come massimo dirigente e, come tale, in quanto figura di garanzia della tranesità del club.
Il Pm si è riservato di esprimere il parere, ed i tempi tecnici per decidere sono non superiori a cinque giorni: la prossima settimana, dunque si dovrebbe conoscere se le misure saranno attenuate e, se sì, in quale modo.
