Con la pubblicazione del Decreto Emergenze sulla Gazzetta Ufficiale parte il conto alla rovescia per dare piena attuazione alle misure per salvare il Salento e non farlo morire di burocrazia.
È evidente l'esigenza vitale che l'Assessore regionale all'Agricoltura convochi il tavolo istituzionale, rispettando la composizione prevista dall’ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale del 31 maggio 2018, così come ribadito e concordato dallo stesso Assessore Di Gioia a marzo a Lecce, di cui fanno parte oltre alle organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, l'Anci, i rappresentanti del mondo scientifico e della ricerca e l'Osservatorio fitosanitario regionale per affrontare tutte le problematiche complesse di cui da oggi in avanti avrà la responsabilità diretta ‘senza se e senza ma’ nell'applicazione puntuale del Decreto.
Non solo verso Nord, la Xylella ha virato a Ovest a pochi chilometri da Matera con i nuovi casi di contagio in provincia di Taranto dove ben 6 ulivi sono stati infettati a Montemesola e 1 a Crispiano, una strage che avanza inarrestabile a una velocità di più 2 chilometri al mese e, dopo aver devastato la Puglia, rischia di infettare l’intero mezzogiorno d’Italia a partire dalla Basilicata fino alla Calabria, alla Campania e al Molise.
Non è più il tempo di alibi, rimpalli di responsabilità, scaricabarile. Fatta la legge nazionale, va applicata dalla Regione Puglia. Dalle misure per contenere l'avanzata della Xylella in area contenimento e cuscinetto, trovando al contempo adeguati sistemi di convivenza come innesti e sovrainnesti con varietà resistenti, per cui l'Assessorato all'Agricoltura regionale è già in grave ritardo, alle misure per l'espianto volontario di ulivi malati e per la movimentazione delle piante specificate all’interno dell’area infetta, alla movimentazione della legna e delle piante dei vivai l’Assessore non avrà più scuse per non fare. Finora la burocrazia ha fatto più danni della malattia.
I monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano l'unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L'efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione, anzi il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato, perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici e blindato con procedure inattaccabili, per tutelare sia gli agenti dell'Arif che i laboratori di analisi. È evidente che, considerate le misure da applicare e le attività da avviare finalmente dopo anni di perdite di tempo, non possono restare esclusi dal tavolo istituzionale Osservatorio Fitosanitario regionale, ANCI e ricercatori.
Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia

