«La scuola Papa Giovanni XXIII presenta delle criticità per le quali andava chiusa. Non è ad imminente rischio di crollo, ma ha superato dei limiti per cui la chiusura è stata assolutamente necessaria e lavori si renderanno indispensabili per riaprirla».
Lo hanno fatto sapere il sindaco, Amedeo Bottaro, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ed il tecnico incaricato delle indagini nel plesso, l'ingegner Domenico Vaccanio, nel corso del nuovo incontro tenutosi presso la biblioteca comunale con i genitori dei bambini della Papa Giovanni XXIII, chiusa precauzionalmente dallo scorso 10 marzo.
Il primo cittadino ha fatto sapere che la scuola non sarà abbandonata al suo destino: «I lavori si realizzeranno, sia che si tratti di consolidamento, sia che si tratti di demolizione e ricostruzione. Per questo affideremo un incarico di progettazione, i cui risultati dovranno giungerci entro novanta giorni dall'affidamento».
Nel frattempo, le possibili soluzioni alternative sono il nuovo asilo nido di via Grecia per le classi della scuola materna, di fatto già pronto e di proprietà comunale, ed un avviso pubblico per reperire un immobile privato in cui trasferire le aule della scuola materna: fortemente iniziato è il plesso di via Stendardi, di proprietà delle Suore Ventura, dal quale il Liceo De Sanctis dovrebbe uscire a fine anno scolastico, non avendo la Provincia rinnovato il contratto con la congregazione.
L'ipotesi Da Bello resta comunque quella maggiormente auspicata da tutti, «ma anche qui - ha fatto sapere Bottaro - servono lavori in quanto i servizi igienici sono tutti da cambiare, l'impianto di riscaldamento e quello antincendio da sostituire, e indagini sulla sicurezza della struttura da realizzarsi ugualmente, sempre a beneficio dell'incolumità di tutti».











