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«Nuova» sanità impietosa: pochi parti e, quindici anni dopo Trani, chiude anche Ostetricia e ginecologia di Bisceglie

Trani, 9 luglio 2004. Bisceglie, 4 luglio 2019. A distanza di 15 anni, il destino dell'ospedale Vittorio Emanuele II si unisce a quello del San Nicola Pellegrino: chiusa Ostetricia e Ginecologia lì, così come era accaduto, tre lustri esatti fa, da quest'altra parte del Ponte Lama.

Pochi parti - appena 500 l'anno -, alla base della drastica decisione, che rende Andria e Barletta unici punti nascita della Asl Bt.

E pensare che Trani, 15 anni fa, superava i 1000 parti, ma già era inquadrata in un disegno irreversibile: Ostetricia chiuse lo stesso e, da allora, sarebbe iniziata la parabola discendente del San Nicola Pellegrino, progressivamente depauperato di reparti fino alla odierna riconversione in Presidio territoriale di assistenza.

E non è da escludere che, anche per Bisceglie, si giunga passo dopo passo alle stesse conclusioni, con la differenza che fra quindici anni, eventualmente, Trani avrà un Pta affermato e Bisceglie dovrà davvero reinventarsi.

Si diceva che, oltre il ponte Lama, fossero politicamente protetti, ma i numeri e la realtà della sanità di oggi hanno confutato la tesi: si può nascere solo in ospedali sempre più grandi e, soprattutto, sicuri, in grado da una parte di produrre numeri, ma, dall'altra, di non incorrere in problemi.

Del resto, quei 500 parti erano quasi tutti cesarei, proprio per evitare quelle complicazioni che la sanità, oggi, non deve evitare artificiosamente.

Paradossalmente, persino Andria e Barletta non sono ospedali completi, ed è questo il motivo per cui, nella nostra Asl, serve come il pane un ospedale unico. Ed il timore è che quello nascente ad Andria sia già, in parte, superato: gli ospedali - spiace ammetterlo - oggi devono essere delle macchine da guerra. E la nostra Asl, tuttora, non ne ha.

Di seguito, il comunicato ufficiale dell'Asl Bt.

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Il Ministero della Salute ha emanato un provvedimento di chiusura del punto nascita dell'ospedale di Bisceglie a cui la Asl Bt, anche su indicazione della Regione Puglia, dovrà dare seguito. Lo stesso Ministero aveva già indicato I criteri numerici per la definizione della rete dei punti nascita: il numero minimo delle nascite deve essere mille per anno, mentre a Bisceglie ci sono 500 parti circa all'anno.

«Abbiamo dato seguito a precise indicazioni ministeriali e regionali già note sia ai nostri dipendenti che ai cittadini - dice Alessandro Delle Donne, direttore generale dell'Asl Bt -. Sull'ospedale di Bisceglie sono in corso altre progettualità».

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