«Abbiamo già disposto delle controanalisi, e i risultati hanno confutato quelli di Legambiente. In ogni caso, ci adopereremo per risolvere il problema, che non si può negare».
Così l'assessore all'ambiente Michele di Gregorio, all'indomani della notizia che ha visto il mare dell'area umida di Boccadoro, sul litorale di ponente, fortemente inquinato.
Ad accertarlo è stata Goletta verde, l'imbarcazione di quella stessa Legambiente che, insieme con l'associazione Delfino blu ed il Comune di Trani, ci ha messo tutta la passione per ripristinare il decoro in quell'area umida, restituendole il pregio che aveva.
Una circostanza sorprendente ed, almeno in apparenza, contraddittoria nella misura in cui Legambiente andrebbe contro i suoi interessi.
«Ed invece è un bel segno di trasparenza e correttezza - commenta di Gregorio, che del cigno verde è uno storico esponente del territorio -. anche da parte dell'amministrazione comunale, che si è assunta la responsabilità di riqualificare un'area abbandonata fino a poco tempo fa e restituirla alla città».
Oggi Boccadoro è pienamente fruibile, offre servizi, visite guidate, bagni chimici ed area picnic. Ovviamente, però, la notizia del mare inquinato oscura tutto ciò e rischia di compromettere il lavoro fatto, ma sono già pronte le controanalisi: «Abbiamo già fatto fare un prelievo - fa sapere di Gregorio - e ne attendiamo l'esito nelle prossime ore per fare chiarezza su questo episodio. Di certo - ammette - un problema c'è e non vogliamo nasconderlo perché è nostro costume mettere la testa sotto la sabbia».
A prescindere dell'esito del nuovo prelievo, «monitoreremo tutto quel tratto di costa per verificare se c'è qualcosa che non va e le cause di questo inquinamento - anticipa di Gregorio -, nel segno della massima trasparenza, senza prendere in giro alcuno».
